Associazione Italiana Arbitri

100 anni: 1911-2011

Sito web ufficiale dell'Associazione Italiana Arbitri

Matteo Trefoloni ospite di ArbitroClub

Erminio Cerbasi - 08/11/2018, 08:00

Sezione di Arezzo
Matteo Simone Trefoloni, Responsabile della CAN D, ha tenuto una riunione tecnica nella Sezione aretina. Ad accogliere l’ex Presidente del Comitato Regionale Arbitri Toscana, oltre ai tanti associati aretini capitanati dal Presidente Sauro Cerofolini, anche i Presidenti ed alcuni colleghi delle sezioni di Città di Castello, Terni, Siena e Valdarno.

Il messaggio che l’ospite della serata ha voluto trasmettere alla platea ha avuto più sfaccettature intese a rendere più leggibile “il mistero” dell’arbitraggio: utilizzando alcuni video spiegati in modo semplice e chiaro, Trefoloni ha approfondito sulle tematiche che più volte si è trovato a dover affrontare nell’esperienza da dirigente nazionale.

Evitando di soffermarsi su quelle che sono le fondamenta di un buon arbitro, allenamento e conoscenza del regolamento in primis, l’incontro ha girato intorno a quello che è stato il vero e proprio filo conduttore della serata, ossia la “fame” che arbitri ed assistenti devono avere per raggiungere i più alti palcoscenici dell’arbitraggio. Il rischio celato dietro questo sport è infatti legato alla possibilità di dare per scontato ciò che scontato non può essere: è quindi necessario coltivare costantemente la curiosità e la voglia di migliorarsi, gara dopo gara qualsiasi sia la designazione ricevuta, avendo sempre ben chiaro l’obiettivo da raggiungere e mettendo in campo tutte le caratteristiche a propria disposizione. “La concentrazione nasce infatti dalla combinazione tra fiducia e fame” e quando qualcosa di questo connubio viene a mancare, è facile cadere: prestando attenzione a questi aspetti della preparazione mentale della gara e, a più ampio spettro, della stagione, è più facile evitare di trovarsi impreparati nei momenti decisivi vissuti in campo. “Per concentrarsi su qualcosa, la quantità ottimale di tempo da spendere è, non a caso, novanta minuti; e attenzione a non inframezzare la concentrazione con delle interruzioni perché ci vorranno venti minuti per recuperarla”.

Nella foto di copertina e nella gallery alcuni momenti della serata

Supplemento on-line della rivista "L'Arbitro" (aut. Tribunale di Roma n. 499 del 01/09/1989)

Pagina precedente