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Massimiliano Irrati: “Avere un atteggiamento vincente”

Luca De Angeli - 08/11/2018, 11:30

Sezione di Milano
Martedì 30 ottobre è stata una serata diversa per la Sezione U.Meazza- G. Campanati di Milano. Diversa perché, dopo tanto tempo, si è tornata a respirare l’aria di un ospite atteso, un arbitro internazionale, che ha permesso ai tantissimi associati accorsi di vivere una serata piacevole.
Massimiliano Irrati è entrato in “punta di piedi” in Sezione: ha salutato chiunque gli si avvicinasse prima dell’inizio della riunione, scambiando due parole davanti alla macchinetta del caffè. Nessun vezzo, nessun atteggiamento da scrutare, come se fosse di casa.
Poi, dopo la calorosa accoglienza del Presidente Pietro Lattanzi (assistente arbitrale CAN PRO), accompagnata da un tributo che ha letteralmente ripercorso la strada che portato Massimiliano a diventare arbitro internazionale, con la ciliegina della designazione come VAR della finale della Coppa del Mondo 2018 in Russia, è arrivata la lezione con i suoi contenuti.

Il primo punto su cui Irrati si è focalizzato è stato quello del ruolo dell’arbitro: “Io non ho la ricetta per arrivare in Serie A, nessuno ce l’ha, ma ci sono delle cose che chi ha avuto la fortuna di arrivarci può raccontarvi come davvero importanti e imprescindibili per riuscirci – per poi proseguire- Mi piacerebbe pensaste a cosa significhi essere Arbitro, perché se riuscite ad esserlo nel senso pieno del termine, probabilmente avrete la chiave per il vostro percorso. Un arbitro deve avere coraggio ed essere impopolare, cioè fare quello che il Regolamento gli richiede, senza farsi condizionare dall’ambiente circostante”.
L’altro punto fondamentale su cui ha puntato la lezione è sul tipo di atteggiamento da adottare. “Avere un atteggiamento vincente. L’idea deve essere quella per cui si deve raggiungere l’obiettivo minimo col massimo impegno anziché raggiungere il massimo risultato col minimo sforzo. Questo atteggiamento abbiamo la possibilità di allenarlo ogni giorno: può sembrare banale, ma anche solo quando si effettua il test atletico, voler rubacchiare quei dieci centimetri che non faranno mai la differenza per la nostra stanchezza è sintomo evidente di un atteggiamento mentale che non è vincente. Invece noi arbitri dobbiamo lavorare sul fare quel passo in più, quello scatto in più in partita, quei metri in più in allenamento. È una differenza che sembra piccola, ma non lo è, perché denota l’atteggiamento che abbiamo”.

Il proseguo dell’incontro è stato poi un susseguirsi di aneddoti legati alle domande della platea. “Tutti noi nel percorso abbiamo avuto la tentazione di mollare tutto. A me è capitato nello sviluppo un po’ particolare della mia carriera quando ero in Seconda Categoria. I motivi di distrazione ci sono sempre: lo studio, la ragazza nuova che ti fa perdere la testa, gli amici… ma la verità è che quando venite colti da questi dubbi dovete pensare a tutta la fatica e la strada che avete percorso per arrivare fino al punto in cui siete. Solo quando avrete ricordato la vostra fatica potrete prendere una decisione consapevole. Io sono sempre riuscito a pensare che ciò che avevo fatto potesse valere di più del motivo per cui pensavo di mollare ed oggi sono felice della mia scelta”.
Infine, Irrati ha voluto dedicare un messaggio a tutti i nuovi o futuri associati: “Intanto dovete essere contenti perché avete avuto un grande coraggio, nonostante la pubblicità intorno agli arbitri non sia sempre la migliore: qui troverete un ambiente che ha aiutato anche il “me ragazzo” timido ed introverso a crescere. Secondo me, per tutto quel che c’è di relazionale in questa attività, un ragazzo che fa l’arbitro cresce in personalità in sei mesi quanto un altro cresce in due anni. Sfruttate questo vantaggio in tutti i settori della vostra vita - per poi aggiungere, dopo una specifica domanda- Dovrete ricordarvi anche che la figura arbitrale è una figura a 360 gradi: non solo la domenica in campo, ma anche durante la settimana, quando scrivete sui social e tutto il resto”.
Al termine della serata, Irrati ha omaggiato la Sezione di una sua maglia autografata e si è concesso alle numerosissime foto con gli associati. La Sezione di Milano esprime un sentito grazie a chi, prima ancora del suo prestigio arbitrale, ha permesso di far vivere alla Sezione, e ai suoi componenti, una serata ad ascoltare gli insegnamenti di una persona eccezionale e, letteralmente, da Serie A.

Supplemento on-line della rivista "L'Arbitro" (aut. Tribunale di Roma n. 499 del 01/09/1989)

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