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L’incontro di Barletta ha concluso gli stage formativi autunnali della CAI

Leonardo Mastrodomenico - 11/11/2018, 12:34

“L’arbitro d’élite si forma da queste categorie, da questo gruppo CAI verrà fuori il prossimo arbitro internazionale e l’AIA investe su di voi per la necessità di tenere alto il proprio ranking internazionale”. Queste le parole del Componente del Comitato Nazionale Maurizio Gialluisi all’apertura del terzo, ed ultimo, incontro formativo della Commissione Arbitri Interregionale svoltosi a Barletta sabato 10 novembre. Protagonisti di quest’ultimo, arbitri ed osservatori del Sud, a conclusione di un ciclo di tre stage iniziato a Bergamo e con penultima tappa Pistoia.
Ricca mattinata tecnica, tornando a Barletta, sotto la guida del Responsabile Andrea Gervasoni, il quale assistito dai suoi Componenti ha mostrato all’organico episodi, raccolti in cartelle personalizzate, ad ogni singolo arbitro. Lavoro molto meticoloso da parte della Commissione e confronto con ogni singolo interessato, al fine di accrescere tecnicamente ogni ragazzo e di conseguenza la “squadra CAI”.
Ospite molto gradito dall’intero gruppo, in mattinata, è stato Antonio D’Amato, ex arbitro internazionale ed attuale Componente della CAN PRO. “Siete dei giovani fortunati, avete dirigenti di spessore e strumenti di crescita all’avanguardia – ha affermato D’Amato - ma la maggiore percentuale per il vostro successo, la dovete mettere voi. Fissate i vostri obiettivi e perseguiteli. Nessuno vi regalerà nulla, sacrificatevi, allenatevi e professionalizzatevi il più possibile”.
Allacciandosi alle parole di Antonio D’Amato, il Responsabile Andrea Gervasoni ha attenzionato ai suoi arbitri il ruolo dell’osservatore, rimarcando l’importanza dell’approccio al colloquio di fine gara e soprattutto all’educazione con il quale ogni singolo arbitro interagisce con quest’ultimo. “Ascoltate i consigli di chi ha un bagaglio arbitrale superiore al vostro e che ogni domenica è a vostra disposizione al fine di accrescere, volta per volta, le vostre prestazioni arbitrali - ha affermato Gervasoni - ma soprattutto portate rispetto, perché qui si formano gli uomini”, ha concluso.
Proprio agli osservatori arbitrali è stato riservato il primo pomeriggio, sotto la guida del coordinatore Maurizio Viazzi. Anche in questo caso è stato fatto un lavoro di match analysis, con confronto sulle interpretazioni di ogni singolo episodio, al fine di omogeneizzare la valutazione dell’episodio stesso e del giudizio dell’arbitro.
Altro tema cardine del terzo stage autunnale della commissione, è stato sicuramente il posizionamento su calci da fermo, susseguito dai vari spostamenti dinamici. “Cercate di masticare calcio il più possibile e di studiarlo, solo in questo modo riuscirete a comprendere in tempo dov’è diretta l’azione e dove dovete posizionarvi per valutare in maniera ottimale gli episodi che vi si presentano”, ha ribadito Gervasoni.
A conclusione dei lavori, il Responsabile della Commissione ha voluto ringraziare il Presidente della sezione di Barletta, Savino Filannino, e tutti i ragazzi che hanno lavorato alla riuscita di questo stage formativo, ricordando ai propri arbitri che “se date tutto forse diventerete grandi arbitri, se non date tutto abbiamo la certezza che non diventerete grandi arbitri”.

In copertina gli arbitri e gli osservatori della macro-regione sud
In gallery: intervento del Componente del Comitato Nazionale Maurizio Gialluisi; intervento di Antonio D’Amato; il Responsabile Andrea Gervasoni; Maurizio Viazzi durante il momento dedicato agli osservatori arbitrali; da sinistra Maurizio Gialluisi, Fabrizio Lanciani, Andrea Gervasoni, il Presidente della Sezione di Barletta Savino Filannino, Maurizio Viazzi, Gianluca Cariolato, Paolo Gregoroni e Diego Roca.

Supplemento on-line della rivista "L'Arbitro" (aut. Tribunale di Roma n. 499 del 01/09/1989)

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