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La visita dell’arbitro di Serie A Piero Giacomelli

Vincenzo Recchiuti - 30/11/2018, 13:00

Sezione di Teramo
Il 22 novembre, è stato un giorno molto importante per la sezione arbitri di Teramo. Infatti, a tenere la consueta riunione tecnica, è stato l’ospite sorteggiato a inizio Stagione dall’AIA centrale, l’arbitro di Serie A, Piero Giacomelli, della Sezione di Trieste.
A fare gli onori di casa il Presidente di Sezione Giuseppe Di Domenico, che ha ringraziato l’ospite della gradita presenza. La parola è poi passata al Vice Presidente del Comitato Regionale Abruzzo, Angelo Pasqua, che ha portato i saluti del Presidente Angelo Giancola e del CRA tutto.
Passata quindi la parola all’ospite, la riunione è entrata nel vivo. Giacomelli si è subito dimostrato una persona positiva, rivelando attaccamento alla Sezione di Teramo, grazie alla sincera amicizia che lo lega con Gianpaolo Calvarese, suo collega della CAN A e i ricordi delle partite fatte insieme a Christian Bagnoli in CAN B.
L’intervento è cominciato con il racconto della sua scalata arbitrale, partendo dal 1992, anno del suo inizio. Ha ripercorso così, le tappe più importanti della sua carriera. Fondamentale il concetto di “godersi i traguardi step by step”, perché è importante che ogni arbitro sappia vivere positivamente ogni successo, una designazione importante, la promozione, l’esordio in una categoria più grande ecc.
I bei momenti vanno vissuti a pieno e soprattutto vanno condivisi: con i colleghi di sezione, la famiglia, gli amici. Allo stesso modo, anche le delusioni, vanno condivise, poiché fanno parte della vita e parlandone, si analizzano quali sono stati gli errori che hanno portato a sbagliare.
Un altro concetto importante, emerso dalle parole di Piero Giacomelli, è stato quello di “porsi obiettivi concreti in ogni partita”. Avere la capacità di migliorarsi in ogni gara che si arbitri. Questo, partendo dai punti deboli cercando di ridurli, e dai punti forti, potenziandoli. Non bisogna eccedere, ma essere realistici e cercare il progresso graduale. Secondo Giacomelli “noi siamo quello che facciamo”, perché se si continua a fare ogni giorno sempre le stesse cose si otterranno sempre gli stessi risultati. Per ottenere qualcosa di nuovo, che sia in linea con quello che si vuole davvero e che faccia fare il salto di qualità, bisogna spingersi oltre.
Tutti questi sono stati preziosi consigli, incorniciati dai racconti di vita arbitrale vissuta in prima persona sui campi di tutta Italia da Piero. Partendo dall’esordio mancato in Prima Categoria, passando per l’esordio in Serie D e l’emozione mista a curiosità ad arbitrare per la prima volta fuori regione. Poi l’esordio in C con l’autobus dei suoi tifosi al seguito fino all’esordio in Serie A in Genoa - Cagliari, “scortato” anche qui da tanti suoi colleghi della sezione giunti a sostenerlo sugli spalti.
Secondo Giacomelli “tutta la carriera arbitrale vale l’emozione di esordire in Serie A”, descrivendo quanto sia emozionante l’ingresso in campo dove nella mente scorre tutta la vita arbitrale passata fino a quel momento. Non sono mancati poi i simpatici racconti di vita arbitrale dentro e fuori dal campo che hanno comunque contraddistinto Piero Giacomelli come una grande persona, un uomo umile, che ama l’arbitraggio e che soprattutto sa viverlo sempre col sorriso sul volto.

Supplemento on-line della rivista "L'Arbitro" (aut. Tribunale di Roma n. 499 del 01/09/1989)

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