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Raduno Talent Women Referee con Massimiliano Irrati e Chiara Perona

Federico Marchi - 01/12/2018, 22:00

“Divertitevi e godetevi questi momenti”. Così l’arbitro internazionale Massimiliano Irrati ha salutato le 39 ragazze, provenienti da tutt’Italia, giunte a Coverciano per il raduno Talent Women Referee organizzato dal Settore Tecnico dell’AIA. “Sfruttate e apprezzate queste occasioni che non devono essere date per scontate – ha aggiunto il VAR della finale del recente Campionato del Mondo disputato in Russia – Se siete qui vuol dire che avete già dimostrato di possedere qualità. Esperienze di questo tipo rimarranno dentro di voi per tutta la vita, magari dimenticherete qualche partite che avete diretto, ma di sicuro vi ricorderete le persone che avete conosciuto qui a Coverciano”.
Ad aprire i lavori era stato il Responsabile del Settore Tecnico Alfredo Trentalange che, durante le riunioni effettuate in questa prima giornata, ha puntato l’attenzione sul concetto di condivisione. “Cresce di più chi si propone e dona agli altri le proprie conoscenze – ha detto – Per questo vorremo che, quando tornerete nelle vostre Sezioni di appartenenza, portaste quanto appreso in questo incontro formativo come se foste dei componenti del Settore Tecnico. Voi siete le artefici del futuro”.
Al raduno è intervenuta anche l’arbitro internazionale Chiara Perona, unica donna a dirigere gare maschili della Champions League di futsal, che si è rivolta alle giovani colleghe portando la propria esperienza. “Desidero innanzitutto ringraziare il Settore Tecnico per aver organizzato un evento come questo – ha esordito - Quando io ho iniziato ad arbitrare, queste opportunità, importanti per la propria crescita tecnica, non c’erano. Per raggiungere obiettivi e ottenere risultati bisogna lavorare ed impegnarsi tanto. L’importante è non abbattersi, gli insuccessi ci possono anche essere perchè gli unici che non sbagliano mai sono quelli che non fanno nulla. E’ quindi importante reagire agli errori, comunicare competenza nella conoscenza del regolamento e porsi sempre con naturalezza rimanendo sé stessi”. Molte le domande giunte a Chiara Perona, anche in riferimento ai punti di forza e alle difficoltà nell’essere un arbitro donna.
“Dovete essere voi quelle a crederci per prime – ha detto il Coordinatore del Settore Tecnico Marcello Marcato – Spronando altre colleghe a fare lo stesso, coinvolgendole, spiegando le opportunità che possono esserci per una donna e trasmettendo le emozioni vissute a Coverciano”. “Il fatto di essere bravi, ovvero dei Talent, non basta – ha aggiunto il Viceresponsabile (Nord) del Settore Tecnico Luca Gaggero - Bisogna anche crederci, investendo il proprio tempo nell’allenamento e nella preparazione”.
Durante il pomeriggio si sono svolti in aula magna i video quiz, inerenti episodi sia di calcio sia di futsal, sui quali le Talent si sono dovute esprimere con considerazioni tecniche e disciplinati. Successivamente le 39 ragazze sono state divise a seconda del proprio campo di competenza, tra calcio a undici e calcio a cinque, per un approfondimento specifico. A curare la parte dedicata al futsal è stata la coordinatrice per la disciplina nel Settore Tecnico Francesca Muccardo. “E’ una questione solo di volontà e di determinazione – ha detto – Nel calcio come nel futsal non ci sono distinzioni, in quanto si corre dietro agli stessi calciatori, per cui non bisogna vedere dei limiti. Ognuno ha certamente le proprie peculiarità, tutti possono avere aspetti positivi e negativi, ma questo non dipende dall’essere uomini o donne”.
“Quando io arbitravo non c’era la possibilità di avere a disposizione video tecnici e arbitri esperti che venissero a spiegare i propri errori – ha detto la Responsabile del Modulo Mentor & Talent Katia Senesi – Bisogna essere consci delle difficoltà che si incontreranno. Noi donne potremmo anche avere uno svantaggio fisico, ma per contro abbiamo tante cose che ci permettono di limitare questo gap. Oltre alla preparazione e alla professionalità, la cosa che ci terrà sempre in piedi è auto motivazione. Questo vale non solo nell’arbitraggio, ma in ogni campo della vita”. “Un tempo era impensabile che una donna diventasse pilota di aereo o che lavorasse nelle forze dell’ordine – ha aggiunto il Responsabile del Modulo perfezionamento e valutazione tecnica Enzo Meli – Allo stessa maniera un tempo era impossibile per una donna diventare arbitro. Tutto questo è invece avvenuto e probabilmente sarà possibile fare altri passi”.
Importante poi l’aspetto riservato allo spostamento da attuare sul terreno di giuoco. “L’arbitro del futuro deve uscire dall’idea della diagonale fissa- ha specificato Trentalange – Bisogna andare a ricercare una posizione ‘between’ per essere tra i calciatori ed una maggiore ‘prossimity’ per essere più vicini, senza comunque esagerare per non perdere la dinamica generale di un’azione di giuoco”. “Per fare questo – ha aggiunto il Viceresponsabile (Centro) del Settore Tecnico Duccio Baglioni – bisogna essere allenati ma anche capire e conoscere il giuoco del calcio”.
Durante la prima giornata si è svolta, presso uno dei campi di Coverciano, una parte atletica con gli esercizi del FIFA 11+ guidati da Gilberto Rocchetti e Giuseppe Garavaglia del Modulo di Preparazione Atletica, alla presenza anche della dottoressa Antonella Maglietta del Modulo Bio medico e della fisioterapista Claudia Fabretti. Il pomeriggio si era aperto con una visita guidata al Museo del Calcio di Coverciano, con il direttore della struttura Fino Fini che ha illustrato alcuni dei cimeli storici presenti nelle teche.

Supplemento on-line della rivista "L'Arbitro" (aut. Tribunale di Roma n. 499 del 01/09/1989)

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