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Gli “Appunti di Viaggio” della CAN D con Stefano Papi

Matteo Moncalvo - 12/02/2019, 09:00

Sezione di Collegno
Venerdì 25 gennaio la Sezione di Collegno ha avuto il piacere di ospitare Stefano Papi della Sezione di Prato, già assistente della CAN A e attuale componente della Commissione CAN D. L’ospite ha tenuto una piacevole e frizzante riunione nella cornice dell’Auditorium di viale Radich a Grugliasco. Nella prima parte, dopo la presentazione curata dal presidente Bruno Surace, Stefano ha ripercorso alcune tappe della sua lunga e importante carriera, asserendo tuttavia che la cosa più bella e gratificante è restituire attraverso riunioni e incontri tutto ciò che l’AIA gli ha dato.
Stefano è quindi entrato nel vivo della serata presentandoci “Appunti di viaggio”, una raccolta di impressioni e sensazioni scritte dagli arbitri della CAN D dopo i raduni, ideata e voluta dal Responsabile Matteo Trefoloni. Da questa raccolta ha tratto alcuni spunti e argomenti interessanti per raccontarci ciò che gli Organi Tecnici si aspettano a livello nazionale.
Si è parlato di body language: per Stefano, un linguaggio del corpo misurato ed essenziale è fondamentale per un arbitro, che non può far trasparire dai movimenti e dagli atteggiamenti ansia, difficoltà, stanchezza. Una persona che nella vita ha un buon controllo del body language sarà avvantaggiato come arbitro. Una seconda riflessione della raccolta ha portato a trattare il tema del “prepararsi a tutto e aspettarsi l’inaspettato”: un arbitro non può sottovalutare nessuna gara e deve sempre essere cosciente dell’ambiente in cui si trova, e inoltre non deve mai abbassare la guardia, perché altrimenti non è in grado di reagire tempestivamente agli eventi. Il terzo punto trattato da Stefano è stata la capacità dell’arbitro di essere mentalmente pronto ad “alterare gli equilibri”: un buon direttore di gara deve essere cosciente del fatto che con una sua decisione può cambiare la storia di una gara o addirittura di un Campionato. Ciò presuppone coraggio, attenzione, forza di decidere; e, come ha aggiunto l’ospite, un pizzico di “follia”. Questa parte di riunione è stata conclusa da Stefano con una frase che sintetizza ciò che un Organo Tecnico Nazionale desidera: “Non vogliamo arbitri da vetrina, ma arbitri che sappiano difendere la propria vetrina”. Gli uomini e donne che essi cercano non devono necessariamente essere alti o prestanti, ma devono essere credibili e coerenti.
Nella terza parte della riunione Stefano Papi ha approfondito il tema del teamwork: l’aspetto fondamentale è che l’assistente scende in campo per l’arbitro, non per se stesso o per l’osservatore. Inoltre un buon assistente deve avere ben chiari i concetti di contatto visivo e di certezza assoluta: egli deve dare supporto e certezze all’arbitro, non aumentare i dubbi.
Stefano ha concluso la riunione con un augurio per tutti gli arbitri regionali e sezionali presenti: visto che tutti partono dal basso ma non tutti hanno la bravura e la fortuna di arrivare ai nazionali, ha augurato di raggiungere il personale sogno e, magari, di respirare un giorno l’aria della Serie A. L’ospite è stato omaggiato dal presidente Bruno Surace e da Giulia Chiogna, e ringraziato per la splendida riunione.

Nelle foto in gallery: L'arrivo dell'ospite Stefano Papi nella sala gremita di arbitri; Stefano racconta gli "Appunti di Viaggio" della CAN D; L'ex presidente Gioacchino Annaloro e l'attuale presidente Bruno Surace premiano l'associato Bartolo Canalicchio per i suoi 50anni di appartenza all'AIA; L'associata Giulia Chiogna porge un omaggio a Stefano Papi a nome di tutta la sezione di Collegno.

Supplemento on-line della rivista "L'Arbitro" (aut. Tribunale di Roma n. 499 del 01/09/1989)

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