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Iniziato a Milano Marittima il raduno della CAN PRO per arbitri e assistenti

Simona Tirelli - 07/03/2019, 22:14

È iniziato oggi il raduno congiunto di arbitri e assistenti della CAN PRO che si sono ritrovati a Milano Marittima per affrontare uno dei temi più caldi di questo inizio Marzo, quello della collaborazione.
Appuntamento nel primo pomeriggio sul campo per le prove atletiche degli assistenti arbitrali con l’Agility Test 10-8-8-10 e 5x30m per saggiare lo stato di forma; parallelamente sul terreno di giuoco adiacente una prima riunione tecnica del Responsabile della Commissione Danilo Giannoccaro e dei Componenti Antonio Damato, Maurizio Ciampi, Renato Faverani e Paolo Calcagno con i direttori di gara per introdurre la novità degli auricolari.
Il benvenuto e l’inizio dei lavori in aula alla presenza di tutto l’organico è di Danilo Giannoccaro, del suo team al completo, e della segreteria. Ospite in platea, anche Christian Brighi, ex Componente di questa Commissione, per seguire attentamente questa nuova introduzione tecnologica anche in CAN PRO.
Il countdown è realmente cominciato; manca davvero poco all’adozione degli auricolari per le terne di Lega Pro, per comunicare tra loro in maniera più agevole.
“Come ben sapete questo sarà un raduno incentrato sul tema della collaborazione – afferma Giannoccaro - l’adozione degli auricolari è una grande conquista ed una novità tecnologica dalla quale non si può più tornare indietro. All’arbitro arriveranno gli input che verranno filtrati e da qui verrà presa una decisione. Nulla cambierà in tal senso, al direttore di gara spetterà la scelta finale”.
Essere in terna e gestire questa nuova modalità di comunicazione richiede però una preparazione specifica con linee guida con “regole che non si devono sottovalutare”.
In aula si è cercato di prevedere casi di comunicazione tra arbitro-assistenti dettando obiettivi comuni
• Adottare un metodo comune ed efficace nella comunicazione: uniformità
• Migliorare e velocizzare la collaborazione
• Creare automatismi: le parole devono essere le stesse in modo che si vengano a creare automatismi
• Possibilità di avere un focus esclusivo su determinate situazioni: assistente ed arbitro non cercano più lo sguardo, ma comunicano direttamente avendo più attenzione sul focus dell’azione.
• Avere sempre il termometro della situazione: tutta la terna vive un’altra partita.
Il lavoro si è quindi concentrato sull’analisi di filmati di gare di questo Campionato simulando la comunicazione vera e propria come dovrebbe avvenire sui terreni di giuoco.
Le situazioni analizzate con video, slide e commenti dei protagonisti hanno riguardato situazioni di fuorigioco, falli, goal/non goal, e le spiegazioni del trio Calcagno – Damato – Faverani, leggendo bene le fasi di giuoco in cui intervenire.

Supplemento on-line della rivista "L'Arbitro" (aut. Tribunale di Roma n. 499 del 01/09/1989)

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