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Gervasoni (CAI): “La credibilità si acquisisce nei primi minuti della gara”

Matteo Quici - 30/03/2019, 22:03

Si è svolto oggi a Ripalimosani, provincia di Campobasso, il miniraduno CAI per arbitri e osservatori di Basilicata, Abruzzo, Molise, Campania e Puglia, il penultimo della serie primaverile.
Lo stage è stato aperto in mattinata dai saluti del presidente del Comitato Regionale del Molise Alessandro Petrella, il quale ha ringraziato la Commissione del Responsabile Andrea Gervasoni per aver scelto come location per l’incontro tecnico la propria regione e ha ricordando agli arbitri CAI la fortuna che hanno ad avere così tante occasioni stimolanti per la loro crescita tecnica e umana.
Gervasoni ha iniziato i lavori sottolineando tutto l’impegno profuso dalla Commissione per stilare una sorta di “mastrino” comprendente: relazioni, voti, risultati atletici e peso di ogni arbitro. “Noi lavoriamo al meglio perché gestiamo i vostri sogni, questa per noi è una grossa responsabilità, perciò non vogliamo sbagliare”.
Dopo una breve introduzione sommaria della situazione tecnica e comportamentale dei presenti si è entrati rapidamente nel clou dell’appuntamento. Andrea, senza giri di parole, ha spiegato che mai come nel finale di Stagione c’è bisogno del massimo impegno, ma soprattutto, quando i campionati si accendono, uno degli aspetti fondamentali di un arbitro è senza dubbio la credibilità. Questo è stato uno dei concetti cardine ripetuto più volte da tutti i Componenti.
Un breve cenno è stato fatto anche al nuovo articolo del NOIF riguardante gli atti di razzismo in occasione di una partita di calcio.
In mattinata, durante la video analisi, che è andata avanti per quasi la totalità del raduno, si sono susseguiti diversi argomenti, sempre valutando volta per volta la credibilità di un intervento arbitrare e discutendo su come essere accettati in ogni situazione.
“La credibilità si costruisce nei primi minuti, nelle prime decisioni, nella semplicità – ha continuato il Responsabile CAI - Se non siamo stati credibili a inizio partita potremo prendere anche delle decisioni pregevoli, ma non saremo comunque accettati”.
È stata altresì sottolineata, in ottica di accettazione, l’importanza di saper scegliere il momento migliore per fare un richiamo ad un calciatore: “A volte – ha detto Andrea – non c’è bisogno di dire nulla, ci sono occasioni in cui parlare ci fa uscire da perdenti, bisogna saper scegliere”.
Dopo pranzo i lavori in aula sono proseguiti con il Componente Maurizio Viazzi, responsabile degli osservatori arbitrali della CAI, che ha sottolineato l’importanza del ruolo: “L’osservatore è colui che riesce ancora ad emozionarsi e ad avere il coraggio, seppur sbagliando, di dire la propria opinione in merito a episodi che possono e devono sempre far crescere un arbitro”.
La parola poi è passata al Componente del Settore Tecnico Pietro Feliciani, che ha introdotto e fatto svolgere i consueti quiz tecnici, ormai di routine.
A conclusione della riunione si è parlato molto di motivazione. In particolare Gervasoni ha dato per scontato che a fine campionato la motivazione bisogna già averla dentro per poter far bene. “Nessuno potrà dartela se non te stesso – ha detto - è ciò che serve per non mollare mai, per tenere alta la concentrazione e la voglia fino alla fine”.
Andrea ha salutato tutti chiudendo con una citazione di San Francesco d’Assisi, che implica molti dei discorsi che sono stati fatti durante la giornata, che hanno a che fare con la perseveranza e con la motivazione: “Cominciate col fare ciò che è necessario, poi ciò che è possibile. E all'improvviso vi sorprenderete a fare l'impossibile”.

Supplemento on-line della rivista "L'Arbitro" (aut. Tribunale di Roma n. 499 del 01/09/1989)

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