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La visita di Cipressa e Pezzuto della CAN B

Felice Martucci - 28/04/2019, 12:43

Sezione di Brindisi
Lo scorso 17 aprile 2019 presso la Sezione di Brindisi si è svolto un incontro con ospiti l’assistente arbitrale Alessandro Cipressa e l’arbitro Ivano Pezzuto, appartenenti entrambi alla Sezione di Lecce e facenti parte dell’organico della Serie B.
Di fronte ad una numerosa platea, ha preso inizialmente la parola Cipressa: “E’ la prima volta che svolgo una riunione al di fuori della mia sezione e sono contentissimo di fare ciò in una sezione della mia regione, in cui ritrovo tanti amici con i quali ho condiviso tanti momenti anche fuori dal campo”.
“Già quando ho indossato la divisa per la prima volta, ho avvertito una grande responsabilità, che non riguarda solamente il comportamento nel campo di gioco, ma in tutti i contesti in cui agiamo e per tutti i giorni dell’anno”.
“Nel mio cammino, ho avuto la fortuna, il privilegio e l’onore di incrociare sulla mia strada un maestro arbitrale, che purtroppo non c’è più; Stefano Farina, persona di un talento, di una esuberanza e di una competenza elevatissimi. Mi ha insegnato che essere arbitri significa avere grande rispetto di se stessi, essere un esempio dentro e fuori dal campo, fare una vita da atleta, dedicare gran parte del nostro lavoro all’informazione e alla curiosità di conoscere; significa quindi avere costantemente fame di conoscenza, che è quella che non ci fa mai fermare, sia di fronte ai successi che alle difficoltà”.
“La responsabilità di cui parlavo prima, ci deve spingere ad essere preparati a livello regolamentare, a livello fisico e a livello mentale. Quest’ultimo è l’aspetto che fa la differenza per arrivare a certi livelli”.
“Mi raccomando, cercate di avere l’umiltà di far tesoro dei consigli che vi danno i vostri osservatori per un miglioramento progressivo e di esser consapevoli che per fare gli arbitri bisogna saper convivere con l’errore; ricordatevi infatti che i veri arbitri, i veri uomini si vedono dopo l’errore, perché in tali circostanze negative bisogna essere umili ed avere il coraggio di rimettersi in gioco”.
A seguire, l’intervento di Ivano Pezzuto: “In continuità con l’intervento di Alessandro, vi dico che è fondamentale l’aspetto comportamentale, importantissimo per far acquisire ai partecipanti alla gara quella credibilità che permette di far accettare anche le decisioni non corrette. Tale aspetto si può migliorare gara dopo gara, l’importante è avere la forza e la voglia di farlo”.
“Nell’arbitraggio dobbiamo pensare sempre in avanti, dobbiamo correre sempre, non bisogna mai accontentarsi e non bisogna mai pensare che arrivati ad una certa categoria si è bravi, ma si deve sempre cercare il miglioramento negli step superiori che man mano si affrontano, solo così ci si fa trovare pronti alla nuova categoria, pur considerando l’iniziale ambientamento nella stessa. Ricordatevi che non ho mai visto arrivare in alto un arbitro senza che abbia fatto fatica e sacrifici, perché le difficoltà che si trovano lungo il percorso sono numerose”.
“Cercate di carpire dagli altri colleghi le loro attitudini positive e cercate di non contestualizzare il contributo dell’osservatore al voto, ma abbiate l’umiltà di legarlo all’aspetto principale di miglioramento che vi fa notare in riferimento alla gara visionata; solo così potrete migliorare i vostri livelli”.
“Lavorate sempre su voi stessi – ha concluso Pezzuto - non vi create mai alibi e non attribuite mai agli altri le colpe dei vostri insuccessi, perché se fate ciò siete a un punto molto negativo del vostro percorso arbitrale, in quanto non cercherete in voi stessi le forze per superare le difficoltà”.

Supplemento on-line della rivista "L'Arbitro" (aut. Tribunale di Roma n. 499 del 01/09/1989)

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