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Busacca e il “coraggio di decidere”

Nicolò Selleri - 09/05/2019, 10:30

Sezione di Bologna
Iniziano a essere numerose le giornate che gli arbitri bolognesi hanno aggiunto all'album dei ricordi e di sicuro quella di lunedì 29 aprile è tra quelle. Massimo Busacca, un nome che non ha di certo bisogno di presentazione e una riunione che definirla tale è riduttivo: un binomio perfetto per garantire una giornata memorabile.

L'ospite ha raggiunto la Sezione già dal primo pomeriggio, quando, assieme al Presidente Antonio Aureliano e numerosi arbitri e assistenti a disposizione del Comitato Regionale Arbitri Emilia-Romagna, si è trasferito al Centro Tecnico del Bologna Calcio dove grazie alle squadre giovanili è stato fatta una vera e propria simulazione in campo.

Sotto lo sguardo attento di Massimo sono state provate situazioni di gioco studiate ad hoc per mettere in difficoltà l'arbitro di turno. Dopo questa fondamentale lezione pratica si passa alla tradizionale parte teorica e la sala riunione della Casa degli arbitri bolognesi, ridefinita “Mondiale”, ha fatto registrare il tutto esaurito: presenti anche il Componente del Comitato Nazionale dell’AIA Michele Conti, il “nostro” Nicola Rizzoli, Responsabile della Commissione Arbitri Nazionale Serie A) e il consigliere del CRER Emilia Romagna Biagio Dragone; presenti inoltre anche gli arbitri nazionali e i componenti del CRA.

Dopo un breve video che ha ripercorso la gloriosa carriera del prestigioso ospite, il Presidente Antonio Aureliano ha immediatamente lasciato la parola al Responsabile degli Arbitri FIFA. Massimo Busacca ha fin da subito dimostrato la sua infinita preparazione non tralasciando nulla per strada. Tecnica e comportamento devono andare di pari passo, sulla carta abbiamo tutte le conoscenze per fare bene, ai quiz possiamo conseguire ottimi risultati, ma è in campo che entra in gioco l’interpretazione e si devono mettere sul piatto i propri valori: dove si concretizza nella pratica ciò che si prepara teoricamente.

La perfezione, è questo a cui dobbiamo tendere, quella perfezione che chiede Massimo ai suoi arbitri al mondiale e in ogni raduno, lì ogni errore può essere fatale; i grandi campioni possono sbagliare i rigori e dopo due ore non ne parla più nessuno, un Arbitro no, può prendere 99 decisioni corrette, ma se sbaglia quella decisiva se ne parla per anni: può capitare una sola occasione in tutta la partita, ma si deve lavorare per non fallirla! Trasportato dal tangibile entusiasmo di tutti i presenti, dai più giovani con poche gare di giovanissimi ai più esperti con alle spalle anni e anni di carriera, l’Ospite ha più volte rimarcato come ancora oggi, nonostante il grande (e oramai irrinunciabile) aiuto della tecnologia, sia fondamentale avere il coraggio di decidere, quel coraggio che fa la differenza tra un Arbitro ed un grande Arbitro!

Ma il coraggio non è sufficiente per emergere, serve anche una grande leadership e per averla sono necessari tanti elementi: energia, responsabilità, ottimismo, comunicazione, intelligenza, coraggio, passione, adattabilità, curiosità e umiltà. Sono questi gli elementi dai quali dipende la prestazione di ognuno di noi la domenica, solo trovando la giusta armonia si dimostra il proprio valore sul terreno di gioco. Ovviamente nessuno è infallibile, infatti altro grande pregio che ogni Arbitro deve avere è quello di saper ammettere i propri errori, da quelli apprendere e ripartire più ricchi.

Molto interessante è stato lo spazio che Busacca ha riservato al VAR: la tecnologia che da due anni a questa parte sta rivoluzionando il calcio e di cui non se ne può più fare a meno, anzi della quale si sta perfezionando sempre di più l’utilizzo. Gli associati hanno avuto modo di vedere e sentire quello che realmente è accaduto nella VAR Room degli ultimi Mondiali giocati in Russia, riuscendo così a capire meglio quali sono le dinamiche che stanno dietro a questo complesso sistema e soprattutto a notare come l’obiettivo sia sì dare indicazioni oggettive all’arbitro in campo, lasciandogli però sempre il coraggio di decidere…

Un lungo applauso ha segnato gli ultimi minuti della riunione a ringraziamento di un ospite che non sempre si ha il piacere di ascoltare. Tradizionale momento aggregativo, quando a tavola Massimo si è prestato a “quattro chiacchiere” tra amici prima di porre fine a una giornata memorabile per tutti i presenti.

Supplemento on-line della rivista "L'Arbitro" (aut. Tribunale di Roma n. 499 del 01/09/1989)

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