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CAN B, focus su comportamentale, disciplinare e collaborazione in campo

Paolo Vilardi - 01/08/2019, 16:17

Il raduno precampionato della CAN B di Sportilia è nel vivo dei lavori. Nella serata di ieri è stato trattato il disciplinare, argomento illustrato dai relatori del gruppo di lavoro che lo aveva approfondito nei giorni scorsi, tramite match analysis dei video fornitigli dalla Commissione. In plenaria, su spunto di quanto esposto dai relatori, si è tenuto il confronto moderato dal Responsabile della Commissione, Emidio Morganti, mirato a sciogliere gli ultimi dubbi.
Con le stesse modalità, studio dei gruppi di lavoro e l’esposizione dell’argomento in aula per gli approfondimenti del caso, sono stati trattati nella giornata odierna l’aspetto comportamentale e la collaborazione in campo del team arbitrale.
Procediamo in ordine cronologico e torniamo a ieri sera. Dapprima arbitri e assistenti hanno eseguito i test tecnici, somministrati dal Responsabile del Modulo Regolamento del Settore Tecnico, Enzo Meli. Quindi l’inizio dell’importante riunione tecnica, con visione dei filmati dove rappresentati i vari casi trattanti il disciplinare. Per quanto concerne le valutazioni è stato posto l’accento sulla collaborazione con gli assistenti, il quarto ufficiale e nell’eventualità il VAR, per giungere alla decisione corretta. Diversi sono stati i casi di DOGSO sotto esame, anche perché, si rammenta, il ‘negare l’evidente opportunità di segnare una rete’ è oggi punibile in area di rigore sia con il cartellino giallo sia con il rosso, a secondo di determinati parametri, tra cui l’intervento falloso ‘genuino’.
I filmati proposti per la video analisi riguardavano numerose gare di Serie B, dove si risaltava spesso la decisione corretta dell’arbitro. A riguardo questa è stata la chiosa di Morganti, rivolgendosi ad arbitri e assistenti in aula: “Guardate come i calciatori accettano l’arbitro, proprio perché il suo operato e dei suoi collaboratori è stato corretto. Rispettare il processo valutativo ci porta alla decisione giusta, rendendoci quindi credibili”.
Nella mattinata odierna i riflettori sono stati puntati sull’aspetto comportamentale. I relatori si sono soffermati su tutti gli accorgimenti che devono far apparire l’arbitro sicuro di se in ogni situazione, senza essere mai autoritario, bensì autorevole, poiché è l’autorevolezza che gli viene riconosciuta dai contendenti in campo. Allo schermo sono state proiettate pertanto situazioni di protesta, mass confrontation, gestualità, ecc., tutte oggetto di un confronto molto costruttivo. A riguardo questo è stato il commento di Morganti: “Sul comportamentale i particolari fanno la differenza. Fondamentale è la tempistica dell’intervento, quindi è utile stare attenti ad ogni campanello di allarme”.
A ruota, dopo le disposizioni organizzative del Segretario della CAN B Davide Garbini, è stato trattato un altro argomento molto importante, la collaborazione della squadra arbitrale in campo, che era stata sviluppata dal gruppo di lavoro in tre sezioni: fuorigioco, tecnico e disciplinare, eventi eccezionali, i cui casi rappresentati nei video sono stati accuratamente commentati, fino ad eliminare le controversie. “La nostra squadra in fase di briefing deve essere ‘accesa’ su tutte le situazioni che potrebbero verificarsi in campo”, ha precisato il Responsabile della CAN B in chiusura dell’incontro tecnico.
Anche oggi arbitri e assistenti hanno svolto due sedute di allenamento, mattutina e serale, guidati dal team di preparatori presenti in questo raduno CAN B, coordinato da Marco Lucarelli e composto da Giuseppe Chieppa, Antonio Di Musciano, Giuseppe Garavaglia, Vincenzo Gualtieri, Venerando Tonon e Andrea Zoppi.
Domani la penultima giornata dello stage.

Supplemento on-line della rivista "L'Arbitro" (aut. Tribunale di Roma n. 499 del 01/09/1989)

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