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CAN D, Osservatori Arbitrali a rapporto

Chiara Perona - 25/08/2019, 08:00

Allenamento defaticante nella prima mattinata e analisi tecnica in aula per gli arbitri della Commissione Arbitri Nazionale Serie D impegnati nell’ultima giornata di Raduno, prima del rientro verso le proprie sedi e gli impegni in Coppa Italia.

Mentre giungevano presso il centro di Sportilia gli Osservatori Arbitrali, sottoponendosi al check del visus ed agli adempimenti di carattere amministrativo, i direttori di gara hanno potuto partecipare ad un momento di confronto e chiarimento dei videotest effettuati nella giornata precedente. In tale frangente il Responsabile della Commissione, Matteo Simone Trefoloni, ha chiarito numerose situazioni tecniche, determinando i criteri che distinguono l’imprudenza dal grave fallo di gioco. Nel corso dei quattro giorni dedicati agli arbitri in organico sono stati quindi trattati tutti i punti focali per giungere ad una prestazione di successo: dai profili collaborativi con gli assistenti, al briefing, dallo spostamento e dal posizionamento a tutti quei topics su cui è fondamentale affinarsi per esprimere performance di successo.

Congedati gli arbitri, il pomeriggio ha ceduto la scena agli osservatori arbitrali, il cui ruolo rappresenta un cardine importante nel processo formativo e selettivo di chi scende in campo settimanalmente. “Siate consapevoli dell’importanza di ciò che fate – ha detto il Responsabile della Commissione accogliendoli. – I ragazzi lavorano sodo ed inseguono un obiettivo ambizioso: avete la responsabilità del loro futuro. Il percorso di un arbitro o di un assistente non è determinato in via esclusiva dagli Organi Tecnici ma anche singolarmente da ognuno di voi”, ha proseguito Trefoloni, segnalando altresì la necessità di affinarsi sempre più nella valutazione degli assistenti arbitrali la cui prestazione si compone non solo da singoli episodi ma anche e soprattutto di preparazione atletica, reattività, timing delle segnalazioni e collaborazione. “In questa categoria, a questo livello – ha spiegato Trefoloni – l’episodio in sé considerato non può essere decisivo. La prestazione va considerata nel suo complesso: la valutazione giusta o errata di un fuorigioco in caso di incrocio tra difendenti ed attaccanti non può essere l’unico elemento per determinare il valore di una prestazione”.

Vincenzo Meli, Responsabile del Modulo Regolamento del Settore Tecnico Arbitrale, ha poi illustrato la Circolare n. 1 proponendo la visione di alcuni filmati attinenti ai cambiamenti intervenuti. Proprio la visione delle clip consente infatti di agevolare la comprensione delle novità, permettendo così di esaminare casi concreti e di rendere pronti alla prova del campo i convocati. Anche i videoquiz, eseguiti nel corso della serata e aggiunti ai normali test tecnici regolamentari, sono stati pensati con l’intento di suscitare un dibattito ed uno scambio di idee, utile a dipanare ogni dubbio e perplessità.

La conclusione dei lavori della giornata è stata affidata all’intervento del Componente Gianmario Cuttica, il quale ha illustrato alcuni dati statistici sulle valutazioni assegnate nel corso della passata Stagione Sportiva, dando valide indicazioni circa i criteri da applicare per l’attribuzione del voto. Il ruolo dell’osservatore, infatti, necessita lo sviluppo di importanti capacità comunicative sia nel corso del colloquio post gara che nell’ambito della relazione, che viene poi ricevuta da ciascun arbitro ed assistente e deve dunque essere caratterizzata da chiarezza espositiva e logicità.

Supplemento on-line della rivista "L'Arbitro" (aut. Tribunale di Roma n. 499 del 01/09/1989)

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