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Video Assistant Referee, il VAR PRO Di Paolo illustra il ruolo

Chiara Amicucci - 22/10/2019, 18:00

Sezione di Avezzano
Nella riunione tecnica dello scorso 11 ottobre la Sezione di Avezzano ha ospitato Aleandro di Paolo, uno dei quattro VAR PRO, il nuovo ruolo istituito dall’AIA e rivestito da ex arbitri, impegnati appunto nel solo ruolo di VAR. Aleandro ha voluto condividere questa nuova esperienza con tutti i colleghi marsicani.
“VAR” è l’acronimo di “Video Assistance Referee” e, a dispetto del nome piuttosto improbabile, si tratta della novità che ha rivoluzionato il mondo del calcio. Si tratta di un arbitro aggiuntivo il quale, al contrario di quanto suggerisce la denominazione, è una persona in carne e ossa e avrà il compito di affiancare l’arbitro sul campo. E’ sempre l’occhio umano ad osservare, giudicare, collaborare ed infine aiutare l'arbitro quando necessario con l'ausilio delle molteplici telecamere distribuite sul terreno di gioco.
Per qualsiasi chiaro ed evidente errore, l’arbitro sarà avvisato e potrà decidere nel migliore dei modi rivedendo la situazione o modificando una decisione presa.
Il protocollo prevede una particolare procedura con regole internazionali che guidano il funzionamento del Video Assistant Referee e stabilisce anche le situazioni in cui si può/deve intervenire. Gli ambiti previsti sono gol, rigori, espulsioni e scambi di persona. I calciatori o lo staff tecnico non possono in alcun modo richiedere l’uso del VAR e se lo faranno verranno sanzionati.
Aleandro ha tenuto alta l’attenzione dei giovani fischietti sin dall’inizio della riunione. Ha esordito mostrando un paio di guantoni da pugile, ovviamente la “provocazione” ha suscitato stupore, ma subito Aleandro ha spiegato come fosse sottile il legame tra il pugile e l’arbitro: due persone, due sportivi che devono scendere sul loro “campo di gioco” preparati, senza lasciare nulla al caso, dando il massimo per non cadere al tappeto e devono essere ancora più forti a sapersi rialzare dopo un “pugno” preso.
L’aspetto motivazionale e l’allenamento mentale sono sempre stati due cavalli di battaglia che hanno accompagnato Aleandro nella sua carriera arbitrale, permettendogli di togliersi molte soddisfazioni e rappresentando al meglio la Sezione di Avezzano.
Numerose e interessanti sono state le domande per cui si è divertito a rispondere.
Infine, ha voluto incoraggiare i presenti a credere sempre in quello che fanno e provare ad arrivare sempre più lontano senza cadere nel narcisismo, che inevitabilmente diventa un limite, terminando la riunione con una celebre frase di Bubka (grande campione di salto con l’asta di diversi anni fa): “Sei un atleta, non sei un seduttore. Non devi stare lì ad ammirarti, devi avere fame, fame di successi, di risultati, di gloria. Lo sport non è una sfilata, è provarci per davvero con tutto te stesso”.

Supplemento on-line della rivista "L'Arbitro" (aut. Tribunale di Roma n. 499 del 01/09/1989)

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