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I nuovi arbitri tendono a lasciare, al vaglio nuovi incentivi

Paolo Vilardi - 07/11/2019, 10:00

CRA Calabria
Offrire gli stimoli giusti agli aspiranti arbitri, affinché non abbandonino il Corso o non lascino l’AIA una volta superato l’esame finale e acquisiti i punti di credito per la maturità, come spesso accade. Il Comitato Regionale della Calabria, in sintonia con le 11 sezioni della regione, sta correndo ai ripari per evitare che tale problematica comporti in futuro serie carenze di organico, appunto conseguenziali alla disaffezione dei giovani dall’arbitraggio e l’attività fisica in generale.
Quali potrebbero essere le contromisure in una società odierna dove smartphone e social network annessi rappresentano per i ragazzi un diversivo che ha tolto notevoli spazi alla pratica degli sport? Una è già in atto dallo scorso anno, la didattica con la visione di clip di partite di calcio, che ancora tanto appassionano gli aspiranti arbitri da semplici spettatori. Praticamente quella match analysis già in voga nei raduni e che il Settore Tecnico dell’AIA ha esteso al Corso Arbitri.
Sull’importanza di questa nuova didattica per il reclutamento sono convenuti tutti i partecipanti alla riunione che si è svolta lo scorso 27 ottobre nella sala convegni della Sezione di Lamezia Terme, mirata a recepire proposte per rendere di nuovo attraente l’attività arbitrale agli occhi dei ragazzi. Il Vicepresidente della Sezione lametina, Salvatore Perri, ha fatto gli onori di casa a quest’incontro, moderato dal Presidente CRA Franco Longo e a cui hanno preso parte il Coordinatore Tecnico del CRA Pino Mandaradoni, i responsabili dei Corsi Arbitri delle 11 sezioni della Calabria e i Componenti del Settore Tecnico Alessandro Guerriero e Mimmo Archinà.
Dopo gli apprezzamenti alla nuova programmazione per il Corso Arbitri si è fatto il punto della situazione. “Ci siamo soffermati sulle criticità del reclutamento – ha commentato Longo – comprese quelle relative al frequente abbandono dell’AIA di diversi ragazzi una volta diventati arbitri. Un’emorragia che bisogna tamponare al più presto se vogliamo avere a disposizione un congruo numero di associati su cui lavorare. Di notevole supporto già c’è stato il Settore Tecnico, che con i filmati ha reso il Corso più attrattivo, facendo interagire con molto più entusiasmo i corsisti con i relatori”.
Ma cos’altro occorrerebbe migliorare per avvicinare di nuovo i giovani all’arbitraggio? Il Presidente regionale ha le idee chiare: “Intanto bisogna continuare ad andare nelle scuole per incontrare gli studenti, approfittando dell’intesa tra il MIUR e l’AIA in vigore già da 10 anni, e proporre le nostre finalità educative. Riassumendo le proposte recepite a Lamezia Terme dai responsabili sezionali dei Corsi è poi risultato fondamentale intensificare la campagna d’informazione, allestendo stand informativi alle manifestazioni pubbliche e raccogliere preiscrizioni. Non è da meno mantenere i contatti con le scuole calcio, che potrebbero indirizzarci ragazzi che da calciatori hanno dimostrato ben poco, ma che potrebbero avere potenzialità per affermarsi nell’arbitraggio”.
Infine l’idea più innovativa: “I responsabili dei Corsi potrebbero svolgere la duplice funzione di relatori e di tutor ai ragazzi una volta diventati arbitri, quindi supportarli nella fase di ‘svezzamento’, ovvero sostenerli durante il graduale inserimento nel gruppo degli associati con più anni di tessera, periodo caratterizzato troppo spesso da precoci dimissioni. Ci adopereremo, inoltre – ha concluso Franco Longo – affinché le nuove leve inizino subito ad arbitrare, senza aspettare a lungo l’inizio dei campionati in cui potrebbero essere impiegati. Se passa troppo tempo rischiano di demotivarsi e di mollare”.

Supplemento on-line della rivista "L'Arbitro" (aut. Tribunale di Roma n. 499 del 01/09/1989)

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