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Al via a Milano Marittima il raduno CAN C di Novembre

Marco Marinelli - 07/11/2019, 22:00

A distanza di un mese dall’ultimo incontro, i 73 arbitri di Serie C sono stati convocati di nuovo presso il Grand Hotel Gallia di Milano Marittima per la tre giorni di raduno con la Commissione guidata dal Responsabile Antonio Damato e composta da Paolo Calcagno, Maurizio Ciampi, Elenito Di Liberatore ed Emilio Ostinelli.
I lavori, iniziati nel primo pomeriggio, sono stati aperti dalla Dottoressa Eva Iorio, neuropsicologa e mental coach che ha intrattenuto la platea con una lezione sul legame tra neuroscienze e sport, ovvero su come l’allenamento sia in grado di aumentare le dimensioni del cervello, modificandone la struttura e migliorandone il funzionamento.
È stato detto inoltre come sia fondamentale lo studio dei circuiti emozionali mentali: le emozioni suscitate da un evento vissuto hanno il potere di creare nuovi circuiti mentali e a volte vanno apportati degli imprinting migliorativi per reagire positivamente a degli eventi che ricordano, anche vagamente, emozioni negative.
L’arbitro quindi di fronte a una difficoltà o a uno sbaglio deve avere le capacità di adattamento, trasformazione e cambiamento. La consapevolezza dell’errore si migliora osservando se stessi, sospendendo il giudizio nei propri confronti e cercando di scoprire chi si è realmente. Trovato l’errore, va individuato il correttivo.
Importante per Damato, in questo caso, la preparazione della gara: “La decisione è consapevole, l’errore è inconsapevole e dettato dall’incertezza, bisogna prevenire gli eventi per non cadere in trappola”.
Prezioso quindi l’intervento di Di Liberatore: “All’arbitro è richiesto un lavoro continuo. L’errore non va mai sottovalutato e purtroppo si nasconde spesso dietro il concetto di fortuna, finendo nel dimenticatoio e questo non possiamo permetterlo”.
Per Calcagno la chiave è l’umiltà, che “rappresenta il terreno più idoneo e fertile per far crescere la conoscenza e acquisire nuove competenze. Se si commette un errore, non bisogna disperdere energie inutilmente ma convogliarle negli avvenimenti che devono ancora accadere”.
Proprio da questi concetti è partita la match analysis, dove sono state commentate decine di gare, con focus sull’aspetto disciplinare e tecnico, specie falli di mano e calci di rigore. “L’attenzione – per Damato – va sempre focalizzata sulle aree di rigore, dove possono nascere gli episodi più critici”.
Fondamentale il richiamo per placare gli animi, ma serve sempre la precisione tecnica: da un’imprecisione nasce la protesta alla quale non basta più il richiamo, ma subentra l’ammonizione.
“Al vero arbitro non basta essere preciso tecnicamente – ha descritto Damato – ma vince quando convince gli altri della bontà di una sua decisione. Non bastano le doti comunicative, per riuscire a far questo bisogna reagire con naturalezza ed essere sempre se stessi. Più si è se stessi, più si è credibili”.
L’intervento di Ciampi: “Ogni intervento disciplinare ha un preciso timing e la giusta tempistica, l’arbitro deve capire qual è a seconda della gara”.
A fargli eco Ostinelli: “Importante discernere e gestire ogni situazione a seconda del contesto in cui ci si trova. Ogni evento, di qualsiasi entità sia, va sempre contestualizzato”.
In serata, con il Componente dell’Area Formazione del Settore Tecnico AIA Giampaolo Perini, sono stati somministrati agli arbitri i quiz tecnici, prima di riprendere l’analisi dei filmati di gara con la Commissione.
Da questa seconda sessione è emerso quanto sia importante per l’arbitro tutelare i calciatori, bisogna essere sempre equilibrati nei dialoghi e negli atteggiamenti e giudicare da super-partes gli eventi.
“La vittoria – ha concluso Damato – nasce quando manteniamo la lucidità in tutti i 90 minuti. Negli episodi più complessi è il team work che emerge. Ricordatevi sempre che quando vinciamo il risultato lo abbiamo raggiunto insieme”.

In copertina: il Responsabile della Commissione Arbitri Nazionale di Serie C Antonio Damato.
In gallery:
1 e 2. L’intervento della Dottoressa Eva Iorio;
3. Damato apre la prima sessione di match analysis;
4. L’interazione di Damato con la platea;
5. Damato coi Componenti Elenito Di Liberatore, Emilio Ostinelli e Maurizio Ciampi;
6. L’intervento del Componente Paolo Calcagno;
7. La platea presente.

Supplemento on-line della rivista "L'Arbitro" (aut. Tribunale di Roma n. 499 del 01/09/1989)

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