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Elenito Di Liberatore: “Siate sempre umili e autocritici”

Mimmo Savino - 30/11/2019, 11:30

Sezione di Bari
Gradito ritorno presso i locali della Sezione di Bari lo scorso 25 novembre: dopo circa 6 anni dalla sua ultima visita sezionale è tornato per trascorrere una serata con gli associati baresi Elenito Di Liberatore.
Passato dai più grandi palcoscenici sportivi al nuovo ruolo di Componente della Commissione Nazionale della Serie C, Di Liberatore non ha fatto mancare a tutti i presenti il suo calore e la sua passione per il mondo arbitrale. Platea delle grandi occasioni in Sezione, arricchita anche dal Presidente della Sezione di Molfetta e dagli associati pugliesi che militano in Serie C.
“E’ inutile dargli il benvenuto, perché per Elenito la Puglia è già la sua seconda casa. Un’amicizia che personalmente mi porto avanti da tantissimo tempo, la sua presenza oggi tra noi è soprattutto per ricordare il nostro grandissimo Antonello, ad un anno dalla sua scomparsa”, le parole del Presidente, Nicola Favia, subito dopo il video di presentazione di Elenito Di Liberatore, che raggruppava in pochi minuti la storia arbitrale dell’ospite.
“E’ un onore per me tornare qui a Bari, in un momento particolare, vale a dire nel primo anniversario della scomparsa di Antonello, di cui Nicola Favia mi ha parlato tanto e che nessuno di noi dimenticherà mai – le prime parole di Elenito - Vi ringrazio per il caloroso benvenuto e l’immagine più bella del video che mi avete ‘regalato’ è quella con mio figlio, perché le partite disputate restano per sempre come dei numeri, ma i sentimenti restano dentro, per sempre!”.
“Oggi vedo qui tantissimi giovani ragazzi, e ricordo quando ero lì al vostro posto: ero proprio come voi, una pagina bianca tutta da scrivere. Per questo vi dico di sognare, sempre, non lo dimenticate mai, seguite il vostro obiettivo con perseveranza: così come quando si parte in una corsa dei 100 metri, bisogna fissare il traguardo e cercare di raggiungerlo con tutte le vostre forze!”.
Dopo aver sottolineato l’importanza della conoscenza del Regolamento in modo tale da essere inattaccabili tecnicamente, Di Liberatore si è voluto soffermare sul comportamentale: “L’educazione è fondamentale: dovete sempre dare rispetto a tutti, per poterlo ricevere da tutti, perché in campo siete come direttore d’orchestra e tutto dipende da voi, da una vostra decisione o anche da un solo vostro piccolo gesto, che potrebbe cambiare tutto l’andamento della gara”.
Infine si è voluto soffermare sulla gestione dell’errore arbitrale: “Bisogna essere sempre molto autocritici e nutrirsi di umiltà, perché si diventa grandi arbitri quando si sbaglia, quando ci si concentra per non commettere mai più quell’errore, sempre circondandosi delle persone giuste che nei momenti difficili non devono mai far sentire la propria assenza”.
Per Di Liberatore l’arbitraggio è paragonabile alla vita: prima o poi, purtroppo, i momenti difficili arrivano sempre. Ma tutto sta nel saperli affrontarli e superarli con sicurezza, concentrazione e senso del miglioramento: “Come per un aereo in volo, i momenti importanti di una partita sono la salita della partenza e la discesa dell’atterraggio: lì non bisogna mai sbagliare perché altrimenti è la fine! E per non sbagliare in quei momenti, bisogna essere allenati fisicamente e mentalmente, pronti a tutto, decisi e vogliosi di raggiungere quel traguardo che non dovete mai togliere dalla vostra attenzione”.
Al termine dell’incontro, diverse le domande da parte soprattutto dei giovani arbitri, curiosi di porgere quesiti a chi è riuscito a raggiungere i livelli più alti nel mondo arbitrale. A fine serata il Presidente Nicola Favia ha voluto omaggiare Di Liberatore con un ricordo della Sezione di Bari, prima di una cena tutti insieme per terminare nel migliore dei modi una serata sicuramente indimenticabile, con una presenza trascinante e carismatica.

Supplemento on-line della rivista "L'Arbitro" (aut. Tribunale di Roma n. 499 del 01/09/1989)

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