Associazione Italiana Arbitri

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Il corso arbitri ai tempi del Coronavirus...in web cam

10/03/2020, 12:30

Sezione di Udine
Essere proattivi, sapere comunicare in modo efficace, cogliere i cambiamenti che avvengono attorno a noi, non lasciarsi demoralizzare e prendere delle decisioni in modo rapido. Quelli elencati sono i comportamenti che noi arbitri siamo abituati ad attuare quando indossiamo la divisa sul terreno di giuoco. La Sezione di Udine ha deciso di estendere questi atteggiamenti anche all’attività di formazione dei nuovi arbitri, in quanto, in conformità alle disposizioni a tutela della salvaguardia della salute pubblica, ad oggi non è possibile tenere un corso arbitri come tutti siamo abituati a pensarlo.
È così che il secondo corso arbitri previsto dalla sezione Gino Nais per la fine Febbraio non è stato rinviato, ma è iniziato con una nuova forma – un po’ smart e un po’ social. Il Presidente Enzo Piva, assieme al responsabile per la didattica del corso arbitri Luca Marcuzzi, hanno così inaugurato il primo corso arbitri “digitale” della Sezione udinese. I ragazzi si sono connessi dalle loro abitazioni ascoltando simultaneamente la prima lezione del corso tramite una piattaforma digitale che ha permesso loro di inseguire il loro sogno di diventare arbitri, anche in un momento come questo, dove tutto sembra essersi fermato.
Il progetto è partito con entusiasmo e senza grosse difficoltà grazie ai colleghi che si sono messi a disposizione per svolgere una o più lezioni digitali. Ci auguriamo che permettere a questi ragazzi di frequentare – seppur a distanza – il corso arbitri, possa essere per loro un segno di un imminente ritorno alla normalità.
Ai corsisti non mancherà alcun materiale o supporto che permetta loro di essere preparati dal punto di vista regolamentare. Alcuni di loro hanno già chiesto se vi è la possibilità di allenarsi in gruppo, pertanto anche la voglia di iniziare non manca, ma per poter frequentare il polo di allenamento e le Riunioni Tecniche Obbligatorie, dovranno aspettare che la situazione sanitaria del nostro Paese migliori.
Al contrario di come si è abituati a concludere, speriamo che questa iniziativa non sia la prima di una lunga serie, perché non vediamo l’ora di poter interagire con i ragazzi trasmettendogli dal vivo la passione che abbiamo per questo sport.

Supplemento on-line della rivista "L'Arbitro" (aut. Tribunale di Roma n. 499 del 01/09/1989)

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