Associazione Italiana Arbitri

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Gli arbitri impegnati in prima linea nell’emergenza Coronavirus

Giuseppe La Barbera - 05/09/2020, 19:00

CRA Sicilia
Numerosi sono gli arbitri siciliani impegnati nella lotta al COVID-19, ciascuno nel proprio ambito lavorativo e professionale, tra volontariato e servizio, che mettono a disposizione le proprie energie e che percepiscono certamente più di altri la sofferenza e i disagi della pandemia.
A Mazara del Vallo opera come Ufficiale del Corpo Militare Volontario della Croce Rossa Italiana ausiliario delle Forze Armate, al momento in servizio volontario, designato dal Centro di Mobilitazione Sicilia, a supporto del Comitato CRI, Alessandro D’Annibale, arbitro della Sezione di Marsala e Componente del Comitato Regionale Arbitri Sicilia, come responsabile degli assistenti. “Mettiamo al servizio di chi ha più bisogno la nostra professionalità – ha sottolineato D’Annibale - consegnando in particolare farmaci e derrate alimentari a domicilio per quelle persone che non possono e non devono uscire dalle proprie abitazioni in tutto il territorio di competenza”.
Sempre della Sezione di Marsala è l’osservatore di Serie D, Vito Buffa, avvocato, che ha promosso una iniziativa utile e lodevole, raccogliendo fondi per l’acquisto di mascherine e altro materiale da consegnare all’ospedale di Marsala, riservato a ricevere gli ammalati di COVID-19 della provincia di Trapani. “Erano attrezzature fondamentali per arginare questa emergenza – ha rilevato Buffa – di cui vi era una quantità insufficiente; il nostro è stato un piccolo gesto utile e gradito”.
Il Segretario della Sezione di Ragusa, Alessandro Cicciarella, lavora presso il 118 come autista soccorritore e volontario della Protezione Civile e vive in prima linea lo stato di emergenza attuale. “La paura è tanta – ha dichiarato – ma si affronta con serenità e spirito di servizio, con forza e volontà, e soprattutto con rapidità di decisioni quando veniamo chiamati in una emergenza”.
A Siracusa è il Presidente Stefano Di Mauro ad affrontare doppiamente questa emergenza. Da un lato, come tutti i presidenti di sezione, tiene uniti gli arbitri invitandoli a non mollare e continuare gli allenamenti per farsi trovare pronti alla ripresa delle attività, dall’altro come ispettore di Polizia Municipale, è impegnato giornalmente con i controlli su strada per far rispettare le prescrizioni del DPCM dell’8 marzo e successive modifiche. “Nonostante i dispositivi di sicurezza siano carenti, e i turni anche di 10 ore continue, con il rischio di incontrare soggetti infetti e tornare a casa con la paura di portare il virus ai familiari – ha affermato Di Mauro – il nostro impegno è sempre costante e lo svolgiamo con molta perizia e competenza, consapevoli che una distrazione può arrecare conseguenze alla cittadinanza”.
Sempre della Sezione di Siracusa è Vincenzo Morello, medico di porto di Pozzallo, ex arbitro di serie C e attualmente osservatore, da parecchi anni in prima linea con gli sbarchi dei profughi; oggi in piena emergenza sanitaria l’impegno si è dovuto necessariamente moltiplicare, come quello della nave dell'ONG spagnola Open Arms, con 343 migranti a bordo. “Le operazioni di sbarco sono state più lunghe del previsto – ha affermato – Lo stato di emergenza dichiarato dal governo per il Coronavirus impone un lungo protocollo; coadiuvato da tre colleghi, i migranti sono stati soccorsi in cinque diverse operazioni ed è andato tutto bene”.
Diversi quindi gli arbitri siciliani impegnati in prima linea in questa emergenza. “Siamo consapevoli che è un periodo molto difficile e sappiamo che molti dei nostri associati stanno affrontando quotidianamente la lotta al virus, ciascuno con la propria personale esperienza, sempre al servizio dei più fragili e bisognosi, con la stessa passione e forza di volontà che li contraddistingue – ha rilevato il Presidente del Comitato Regionale Arbitri Sicilia Michele Cavarretta – e siamo sicuri che tutti i nostri colleghi, oltre a rispettare le prescrizioni, mettano scrupolosità e competenza a disposizione degli altri, per uscire fuori dall’emergenza e riprendere con maggiore emozione la nostra vita associativa”.

Supplemento on-line della rivista "L'Arbitro" (aut. Tribunale di Roma n. 499 del 01/09/1989)

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