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L'incontro con il presidente regionale Massimo Biasutto

Benedetta Fugalli - 09/11/2020, 10:00

Sezione di Rovigo
Riunione molto importante per la Sezione di Rovigo “Sisinio Bassan” in quanto si è assistito alla visita da parte del Comitato Regionale Arbitrale Veneto con la presenza del Presidente regionale Massimo Biasutto e del Componente Mario Carrozzini.
Ha preso parola e fatto gli onori di casa il Presidente sezionale Tiziano Pilati che, dopo aver ringraziato gli ospiti, è passato a dare diverse comunicazioni agli associati per la nuova Stagione Sportiva 2020/2021 dopo una sosta dall’attività arbitrale che si è protratta per diversi mesi.
Il Presidente Pilati ha passato poi la parola al Componente Mario Carrozzini che si è rivolto ai giovani arbitri tranquillizzandoli a scendere in campo con grande serenità e mantenendo sempre fisso l’obiettivo prefissato nonostante la situazione nella quale si è obbligati a vivere temporaneamente. Ha esortato a rispettare tutti i protocolli dati dalla FIGC così da ridurre al meno possibile i danni di questo contagio.
“Ragazzi credeteci, perché nulla è finito, è solo un periodo un po’ incerto che dobbiamo superare tutti insieme” queste le parole conclusive di Carrozzini che hanno trasmesso carica e speranza nei volti dei ragazzi.
La parola è poi andata al Presidente regionale Massimo Biasutto che ha aperto il suo intervento delineando la figura dell’arbitro ed esponendo le caratteristiche che rappresentano un vero e buon arbitro.
“Fare l’arbitro, l’assistente, l’osservatore non è un lavoro, è una passione che si è deciso di intraprendere, e in quanto tale è necessario adempiere a tutti gli obblighi e doveri che vi esistono”: queste le parole decise e forti che il Presidente ha voluto rivolgere ai presenti.
Parole che hanno colpito molto e che hanno portato a riflettere su tutti gli aspetti che caratterizzano questa grande passione: allenamento, partite, riunioni tecniche obbligatorie. Sono tutti impegni che nessuno obbliga di adempiere, ma se si desidera essere un grande arbitro bisogna essere disposti a fare sacrifici per ottenere ciò che più si vuole.
“Per vincere e per crescere come persone e come atleti, il talento va allenato ogni giorno, attraverso un allenamento fisico-atletico e un allenamento mentale” questa frase per far capire che essere un direttore di gara non comporta solo uno sforzo fisico, ma è indispensabile un grande sforzo a livello mentale, poiché bisogna essere in grado di prendere “quella decisione” in 3 millesimi di secondo.
Il discorso rigido, ma molto motivazionale che Massimo ha tenuto nella sala della Gran Guardia è stato colto da tutti grazie anche dall’ausilio di diverse slide dove aveva trascritto dei punti fondamentali dell’ ESSERE ARBITRI: dentro ad ognuno di noi, c’è il talento, bisogna trovarlo, curarlo e farlo crescere step by step.
Massimo ha così concluso la serata con una frase di un personaggio che si è distinto prima per essere un grande uomo e poi per essere stato un atleta: “Lo sport insegna che per una vittoria non basta il talento, ci vuole il lavoro e il sacrificio quotidiano. Nello sport come nella vita”. Un arbitro è un grande uomo che dimostra di essere anche un grande atleta in campo.

Supplemento on-line della rivista "L'Arbitro" (aut. Tribunale di Roma n. 499 del 01/09/1989)

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