L'élite regionale a confronto con il Campione del Mondo Oppo

CRA Sardegna

L'élite regionale a confronto con il Campione del Mondo OppoA conclusione dell'anno solare, dopo i numerosi incontri online con gli organici regionali delle varie categorie arbitrali, domenica 27 dicembre si è svolto in videoconferenza il raduno per l'organico regionale di Promozione ed Eccellenza. Il Presidente del Comitato Regionale Arbitri della Sardegna, Marcello Angiuoni, ha voluto incentrare l'incontro, oltre che sulla tecnica, sulla motivazione. "In questo periodo è più che mai necessario non perdere di vista l'importanza di fare gruppo e prepararsi al rientro sui terreni di gioco", così Angiuoni in apertura di raduno, svolto in maniera congiunta nella prima ora che è stata ampiamente dedicata all'analisi di un video frammento di gara e sulla relativa collaborazione della terna arbitrale, a cui hanno partecipato, ognuno sotto la propria visuale di competenza, arbitri, assistenti e osservatori arbitrali.

Nelle successive due ore, i lavori con tutti gli Organi Tecnici sono proseguiti in maniera distinta per gruppi: arbitri di Eccellenza, arbitri di Promozione, assistenti arbitrali e osservatori arbitrali. Gli arbitri sono stati coinvolti nell’analisi di video su dinamiche e casistiche regolamentari rilevate durante le gare regionali, hanno poi raccontato l’esperienza vissuta durante questa fase lontana dai campi di gioco. Anche gli assistenti regionali hanno analizzato video di gare regionali con il supporto di alcuni assistenti sardi che operano in Serie D, che poi hanno raccontato la loro esperienza nazionale. Gli osservatori, infine, hanno analizzato e dibattuto una prestazione arbitrale attraverso la lettura e l’approfondimento della relazione inoltrata da un osservatore.

Alla ripresa della videoconferenza congiunta Angiuoni ha annunciato una sorpresa: "A Natale i regali arrivano, ed oggi abbiamo la fortuna di poter conoscere e confrontarci con un Campione del Mondo ed Europeo, Atleta dell'anno 2019: Stefano Oppo!".

Oppo, ventiseienne oristanese, Campione di canottaggio del Gruppo Sportivo Carabinieri e della Nazionale Italiana, è apparso in video con il suo sorriso pulito e si è presentato con la modestia tipica di chi è abituato a farsi valere con i fatti prima che con le parole. "Ho iniziato a remare a 9 anni per imitare mio fratello -racconta il Campione- e a 16 anni mi sono trasferito in Umbria per poter inseguire il mio sogno. Gli allenamenti sono molto duri, i sacrifici sono tanti. Ho raggiunto traguardi importanti di cui vado orgoglioso ma sui quali non mi soffermo e lavoro per ottenere nuovi successi".

Arbitri, Assistenti ed Osservatori, giovani e meno giovani, hanno quindi colto l'occasione per chiedere consigli a Stefano: Quando qualcosa non va come vorresti, come fai a non abbatterti e come fai a non cullarti sugli allori quando ottieni un successo? Come hai reagito alla notizia del rinvio delle Olimpiadi? Quanto ti pesano i sacrifici che fai? E Stefano ha risposto con una semplicità e consapevolezza quasi disarmante: "La linea del successo non segue un percorso rettilineo, spesso diventa un groviglio. E' dura riprendersi da una sconfitta o da un infortunio che ti costringe a non poter scendere in acqua con la tua squadra. Ricordo che quando ero juniores venni mandato a casa dal mio allenatore che non mi riteneva pronto per una competizione con la Nazionale. In un primo momento mi adirai con lui, poi compresi, e ora ne ho consapevolezza, che quel 'NO' è stato lo sprone per dimostrare a lui ed a me stesso quanto valgo; adesso sono grato a quell'allenatore che probabilmente da quel giorno ha fatto scattare in me la molla per prepararmi sempre al meglio e mi ha insegnato a non mollare quando qualcosa non va. Quando ho vinto il Titolo Mondiale nel 'quattro senza' è stata una questione di pochi centimetri, e per far sì che ciò si ripeta l'unica arma è la costanza nell'allenamento, la cura del gesto tecnico, lo studio degli avversari, la pianificazione della gara e la sinergia di squadra. Alla notizia del rinvio delle Olimpiadi, dopo lo sconforto iniziale, ho reagito con la stessa forza che mi spinge ad inseguire il mio sogno e la mia passione sportiva, è quello che dovete fare anche voi dopo questo stop impostovi dalla pandemia; io ho qualificato la barca dell'Italia ma per poter partecipare alle Olimpiadi del 2021 dovrò continuare a dimostrare di essere ancora degno di convocazione. I sacrifici pesano quando non hanno un fine ma io ho ben chiari i miei obiettivi; dover trascorrere poco tempo con la mia famiglia e la mia fidanzata è ciò che mi pesa di più, ma è la mia vita".

Prima di congedare Stefano Oppo, il Presidente Angiuoni ha consegnato virtualmente la maglia ufficiale di allenamento dell'AIA/CRA Sardegna. Omaggio che Oppo ha accolto con entusiasmo: "Il Tricolore che la vostra maglia ha sul petto lo porto orgogliosamente con me nelle competizioni, insieme alla 'bandiera' della mia Sardegna che porto nel cuore".

In conclusione Angiuoni ha sottolineato ai suoi arbitri il parallelismo tra la disciplina praticata a livelli esemplari da Stefano Oppo e l'arbitraggio:" Vi invito a riflettere sulla determinazione che Stefano pone in atto per raggiungere i suoi obiettivi: sacrificio, cura dei particolari, costanza e lavoro di squadra. Vi esorto a trarre spunto dalle sue parole per inseguire il vostro sogno".

In copertina: Stefano Oppo parla agli arbitri.

In gallery:
1. organico regionale di Eccellenza e Promozione in sessione congiunta;
2-3-4-5. assistenti , arbitri di Eccellenza, osservatori, arbitri di Promozione durante le sessioni specialistiche;
6. Il Presidente Angiuoni svela l'ospite Stefano Oppo;
7. Oppo risponde alle domande.

Supplemento on-line della rivista "L'Arbitro"
(aut. Tribunale di Roma n. 499 del 01/09/1989)
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