Associazione Italiana Arbitri

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Di Bello: “Gli errori? Il danno lo creano le recidive”

Alessia Evangelista - 12/02/2021, 14:00

Sezione di Lecce
Inizia nel migliore dei modi l’attività associativa, seppur sempre da remoto, del terzo mandato presidenziale di Paolo Prato: una plenaria per la Sezione di Lecce svoltasi lo scorso 26 gennaio alla presenza di un ospite della caratura dell’internazionale Marco Di Bello, 116 gare in Serie A.
Il Presidente Prato lo ha accolto ringraziandolo per la sua disponibilità e sottolineando quanto per gli associati fosse motivo di orgoglio poterlo ascoltare.
Presenti tra i numerosi associati connessi, Danilo Giannoccaro, Componente della Commissione Arbitri Nazionale; Francesco Verri, Componente Regionale; Antonio Petracca, di recente nominato come Mentor nel progetto Talent & Mentor dell’AIA.
Il Presidente ha definito il 2020 un anno tragico per la Sezione di Lecce, a causa della scomparsa di Daniele De Santis e della perdita di Oronzo Rizzo e di Antonio Casaluci, ex Presidente di Sezione. Ha quindi auspicato che il 2021 possa essere un anno migliore e ha sottolineato che la governance sezionale si sta impegnando al massimo per iniziare con la necessaria motivazione, e per far si che nessun distanziamento possa fermare la passione arbitrale.
Paolo ha poi dato la parola a Marco, che è stato molto abile a catalizzare l’attenzione di tutti i partecipanti.
Di Bello ha iniziato il suo intervento sottolineando quanto sia importante per un ragazzo intraprendere l’attività arbitrale ad una giovane età. L’assunzione delle responsabilità infatti sin da ragazzi, aiuta ad avere una marcia in più, in tutti gli ambiti.
Ha poi proseguito inquadrando e approfondendo gli aspetti fondamentali dello svolgimento dell’attività arbitrale: “Per crescere nel nostro mondo sono fondamentali la conoscenza del regolamento e la preparazione atletica, che rappresentano la base della nostra attività. Occorre in aggiunta avere tanta passione, sapersi porre degli obiettivi e coltivare un sogno, che può esser raggiunto solo con il proprio sacrificio”.
Ha così proseguito: “Non bisogna avere rimpianti su nulla, ogni risultato che si costruisce deve essere realizzato impiegando il massimo delle proprie forze. Ricordatevi sempre che i benefici di questo ‘mestiere’ sono molteplici: acquisizione di sicurezza nell’esprimersi, capacità di prevenzione, gestione della pazienza, allenamento della concentrazione, accettazione dell’errore.
Tenete presente che l’errore non è un problema, fa parte del gioco e non deve fare paura. Occorre imparare quando viene commesso uno sbaglio perché il vero danno che si può fare è ripetere un errore già commesso”.
E ancora: “Ci vuole gioco di squadra, confronto, perché un collega è capace di aiutarci per risollevarci da una sconfitta ed è anche capace di prevenire un nostro errore raccontandoci ciò che ha fatto lui la domenica prima”.
Successivamente ha affrontato il tema della collaborazione in terna: “Gli assistenti devono essere responsabilizzati dall’arbitro, poiché sono le ‘telecamere laterali’, hanno una visione migliore in diverse circostanze di una gara. La leadership è fondamentale, ma non bisogna essere né autoritari né tantomeno troppo democratici, la giusta via di mezzo è una politica partecipativa, in cui decide chi ha visto meglio”.
Ha poi concluso il suo discorso dicendo che “sacrificio, volontà e passione” sono gli ingredienti per raggiungere alti traguardi.
Numerosi associati hanno poi posto domande a Marco sui diversi aspetti dell’attività arbitrale.
Prima della conclusione della riunione è stato riconosciuto da Prato l’impegno di Marco nel volontariato quale sostenitore e testimonial di meritevoli associazioni quali l’AVIS, l’AIDO e l’ADMO, a dimostrazione dello spessore umano della persona.

In copertina un momento dell’intervento di Marco di Bello

Supplemento on-line della rivista "L'Arbitro" (aut. Tribunale di Roma n. 499 del 01/09/1989)

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