Associazione Italiana Arbitri

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In riunione con l’internazionale Stéphanie Frappart

Eleonora Giampieri - 16/02/2021, 15:00

Sezione di Jesi
Una serata davvero storica: nei giorni scorsi, per la prima volta, gli associati jesini hanno avuto l'occasione di “ospitare” in videoconferenza un arbitro internazionale FIFA, la francese Stéphanie Frappart, coadiuvata, come in campo, dall'assistente UEFA Manuela Nicolosi (di origine italiana, ma francese di adozione).
Alla Riunione Tecnica, guidata dal Presidente sezionale Riccardo Piccioni, hanno partecipato, oltre a tutti gli arbitri jesini, il Presidente del Comitato Regionale Arbitri delle Marche Carlo Ridolfi, i Presidenti di Sezione Gilberto Sacchi (Macerata), Francesco Narcisi (San Benedetto del Tronto), Angelo Galante (Ancona), nonché arbitro FIFA Futsal, l’arbitro CAN Juan Luca Sacchi della Sezione di Macerata, ma soprattutto una notevole rappresentanza femminile delle associate marchigiane, invitate per l’occasione.
Stéphanie ha voluto improntare la riunione su uno stile informale e sobrio, preferendo al Regolamento una "chiacchierata fra colleghi", come da lei definita. Molte sono state le domande poste dagli associati, dalle più classiche alle più curiose e divertenti e Stéphanie, con il garbo e l'eleganza che la contraddistinguono anche in campo, ha intrattenuto una piacevole conversazione.

La passione per l'arbitraggio è iniziata a 13 anni, quando oltre a giocare semplicemente a calcio, ha voluto conoscere e imparare le regole del gioco. Da lì un innato senso di giustizia l'ha portata a far diventare quello sport la sua vita.

Ha ricordato gli inizi, quando molte volte i dirigenti delle squadre, con qualche pregiudizio di troppo, non accettavano di buon grado l'arbitraggio di una ragazza in una gara maschile, sostenendo sempre e comunque la supremazia del maschio... in uno sport da maschi secondo loro!

Non sono certo mancati allora momenti di sconforto, come può capitare a chiunque, ma secondo Stéphanie "L'importante è tenere duro, far emergere il proprio carattere e la propria personalità, perché l'arbitraggio è una scuola di vita, è un impegno che condiziona anche la vita privata, ma ogni sacrificio sarà ripagato, permettendo di raggiungere traguardi importanti".

E così è stato; tanto che sia Stéphanie che Manuela hanno continuato ad allenarsi e prepararsi tecnicamente e, determinate e combattive, gara dopo gara sono arrivate sul tetto del mondo: insieme, nel luglio del 2019, hanno diretto la finale dei Mondiali di calcio femminile USA-Olanda e solo un mese dopo la finale di Supercoppa Liverpool-Chelsea. Stéphanie poi, nell’ottobre del 2020, ha messo il piede nel gotha del calcio, dirigendo la gara di Champions League Juventus-Dinamo Kiev.

"Bravura? Talento? Fortuna? Come fa una ragazza a farsi strada in un mondo ancora così prettamente maschile?", questa la domanda clou rivoltale da un associato. La risposta di Stéphanie è stata secca e categorica: “È solo questione di opportunità. È importante poter dare a tutte l'opportunità di dimostrare il proprio talento. È stato fatto nel calcio femminile, arrivando ad equipararlo a quello maschile. Questo manca ancora nell'arbitraggio."

Ma noi, sull’esempio di Stéphanie Frappart, siamo sicure che sarà solo questione di tempo.

In copertina: primo piano su Stéphanie Frappart.

In gallery:
1. un primo piano su Manuela Nicolosi;
2. il Presidente di Sezione Riccardo Piccioni;
3, 4 e 5. una inquadratura sui partecipanti.

Supplemento on-line della rivista "L'Arbitro" (aut. Tribunale di Roma n. 499 del 01/09/1989)

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