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A caccia della serenità mentale con un coach

Daniele Puggina e Francesco Lamberti - 23/03/2021, 20:00

Sezione di Este
Lunedi 8 marzo 2021 gli arbitri di Este hanno svolto una riunione fortemente innovativa durante la quale hanno avuto la possibilità di confrontarsi con il Mental Coach Alberto Belluco, professionista nazionale in materia di allenamento psicologico nell’approccio alla gara e alla pressione sportiva.
Nel corso dell’evento la preparazione atletica e il regolamento hanno lasciato spazio ad una coinvolgente lezione su come affrontare la competizione, sulla concentrazione prima e durante la partita, sulle migliori tecniche di allenamento mentale per migliorare la prestazione arbitrale.
L’incontro si è rivelato un’importante opportunità di crescita soprattutto per i ragazzi più giovani. Numerosi sono i concetti emersi nel corso della riunione, tra cui l’iniziale confronto fra il ruolo dell’arbitro (perennemente concentrato nel corso della gara) e quello del calciatore (il quale può concedersi dei momenti di riposo da un punto di vista mentale a seconda della zona del campo nella quale si sviluppa l’azione). La ricetta migliore è quella di trovare una propria routine mentale prima dello sforzo atletico: “La routine non deve però diventare tossica e maniacale” ha specificato il coach, dal momento che ci getterebbe nell’insicurezza quando viene a mancare per cause di forza maggiore. Alberto cita Nadal che si tocca i capelli ad ogni battuta, oppure quella dell’arbitro che anni fa, venne rimbrottato da Lotito per fumare in spogliatoio prima della gara (“Non si fa!”, ride). Anche per i personaggi dello spettacolo è importante cercare una routine? “Certo. E’ comunque una prestazione. Loro di solito si concentrano con la respirazione, in modo da essere pronti al 100%”.
La componente respiratoria viene poi ripresa anche per parlare di arbitri, essendo elemento cardine per allontanare lo stress ed evitare un successivo calo di ossigeno e, conseguentemente, della lucidità nelle decisioni così da permettere di farci maturare delle certezze e di costruirci una zona di comfort prima della competizione.
Ma qual è la specificità nell’arbitro? “L’allenamento mentale deve partire dal linguaggio del corpo di ognuno, che attraverso i propri gesti, posture e atteggiamenti deve essere in grado di esprimere sicurezza e convinzione”. I giovani arbitri devono quindi essere curiosi: unico modo per allenare la mente a una corretta plasticità e alla capacità di adattarsi alle situazioni più disparate, con la possibilità di commettere errori da cui imparare per evitare di ripeterli in futuro.
Come si fa a diventare mental coach? “Master in sport mental coaching ce ne sono a bizzeffe, dove impari le strategie di approccio, ma il tutto parte da dentro”. In che senso? “Uno può anche andare all’estero a imparare le tecniche di inner game di Timothy Gallwey, ma il mental coaching parte dal cuore, devi sentirlo. E anzi, dovresti averlo provato prima su te stesso, com’è capitato a me quando dopo l’ictus che ho avuto nel febbraio 2020, ho dovuto riscoprire il mio corpo per poter continuare a fare triathlon, che praticavo ogni giorno”.
“Successo è il participio passato del verbo succedere” ha concluso il Coach, riferendosi all’obiettivo di ogni atleta di far succedere, di far realizzare i propri sogni e le proprie passioni.

Supplemento on-line della rivista "L'Arbitro" (aut. Tribunale di Roma n. 499 del 01/09/1989)

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