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Pagliardini: “L'atleta fino ad un certo punto, poi conta la testa”

Dario Acquafredda - 25/03/2021, 19:00

Sezione di Molfetta
Nella riunione tecnica svoltasi telematicamente lo scorso 18 marzo, la Sezione AIA ‘Paolo Poli’ di Molfetta ha avuto l’onore di avere come ospite l’assistente della Commissione Nazionale di Serie A e B Niccolò Pagliardini, della Sezione di Arezzo.
Niccolò ha parlato ai presenti della ‘ricetta’ che lo ha portato a raggiungere la Serie A, suddivisa in due macro elementi: la preparazione atletica e la testa.
Sulla preparazione atletica si è espresso etichettandola come qualità necessaria per essere arbitro. Quest’ultimo, infatti, con il passare degli anni, viene sempre più visto come atleta, e non è possibile dividere una figura dall’altra, l’arbitro dall’atleta. Le capacità atletiche, quindi, vanno coltivate, allenate, curate, fino a diventare acquisite.
L’altro macro elemento, sul quale Niccolò si è concentrato maggiormente, è l’aspetto mentale, presentandolo dopo averlo diviso in dieci categorie. Nelle spiegazioni di ogni singola categoria, l’ospite si è lasciato andare rivivendo con i presenti diverse fasi della sua carriera. Niccolò ha così suddiviso tale macro elemento: resilienza, sacrificio, conoscenza di sé, passione, curiosità, sogni, fame, determinazione, concentrazione ed ascolto.
“Non si allena, o la si ha o la si ha”. Si è espresso così parlando della ‘passione’ che ciascuno deve avere e senza la quale ogni traguardo è precluso, in quanto è essa che muove ogni singolo sforzo per raggiungere un obiettivo.
Niccolò per spiegare il termine ‘sogno’ ha fatto riferimento all’inizio della sua carriera, al Corso arbitri. “Ci dissero che uno di noi sarebbe arrivato in Serie C, e forse, se in gamba, anche in serie A. Io ho pensato che potessi essere io”. E’ di lì iniziano i sogni, che muovono ogni cosa.
Il momento più emozionante, in assoluto, lo si è raggiunto quando Niccolò ha definito la ‘resilienza’, termine il cui significato è stato appreso sotto la guida di Stefano Farina. Niccolò ha avuto l’onore di lavorare con Farina quando era arbitro della Commissione Nazionale di Serie C. In quegli anni si concluse la sua esperienza da arbitro, per poi cambiare visuale e divenire assistente della Commissione Nazionale di Serie B. “Smettere da arbitro, è stato comunque un sogno che si è interrotto. Affrontare quel momento è stato duro. Hai un bivio: o resisti o crolli. E’ quella la resilienza”.
Niccolò ha concluso parlando della concentrazione definendola come “capacità di fissare con intensità il pensiero su qualcosa, far confluire le capacità sull’obiettivo”. L’aspetto mentale, le capacità atletiche e quelle tecniche, contribuiscono ad arbitrare correttamente una gara.
La riunione si è conclusa con un video su Michael Jordan, che riassumendo, qualora fosse possibile, per emozioni ed intensità, si sintetizzerebbe così. “L’atleta fino ad un certo punto, poi conta la testa”.

In copertina Niccolò Pagliardini durante un momento del suo intervento
In gallery le slide utilizzate da Pagliardini per esporre i suoi concetti

Supplemento on-line della rivista "L'Arbitro" (aut. Tribunale di Roma n. 499 del 01/09/1989)

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