Associazione Italiana Arbitri

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Addio a Liva e Tamburin, colonne del movimento arbitrale del Friuli Venezia Giulia

Timothy Dissegna - 24/03/2021, 17:00

La comunità degli arbitri è stata colpita negli ultimi giorni da due lutti, che hanno segnato altrettante Sezioni del territorio del Friuli Venezia Giulia ma non solo. Si tratta di Maniago e Trieste, dove sono mancati rispettivamente Sante Rinaldo “Tino” Liva e Giacomo Tamburin, figure storiche non solo a livello sezionale ma conosciute e stimate anche al di fuori dei confini locali. Entrambi dirigenti che hanno lasciato un segnale indelebile nei rispettivi comitati, oggi vengono ricordati come veri e propri maestri da chi ha avuto modo di incontrarli lungo il percorso arbitrale. Sia a livello sezionale che regionale, nonché nazionale, in alcuni casi.

Liva, 70 anni, è venuto a mancare martedì in ospedale a Pordenone, dopo che le sue condizioni fisiche sono improvvisamente precipitate. Era entrato nell’AIA nel 1974 e, a soli 24 anni, era stato tra i primi a far parte della neocostituita sezione di Maniago. Nel 1987 optò per sostituire il fischietto con la bandierina, diventando assistente e collezionando anche un’esperienza a livello nazionale alla Commissiona arbitri nazionale per la Serie D (Can D). “Ha vissuto la nostra realtà fin dal primo giorno - lo ricorda con affetto il presidente Giulio Bassutti -, facendo anche due mandati da presidente duranti i quali abbiamo vissuto un periodo florido”.

La sua presidenza fu tra il 2000 e 2008, dopo aver già vestito i panni del vice dal ’94 al ’97. “Il suo impegno non è mai venuto meno - prosegue Bassutti -, anche se non era più in consiglio direttivo per far spazio ai più giovani. In ogni caso, non si tirava mai indietro per svolgere visionature o tutoraggi, ma anche per accendere la griglia in chiosco. Per qualsiasi cosa tu avessi bisogno, lui c’era”. L’AIA era la sua seconda famiglia, rapporto rimasto indelebile anche nell’ultimo anno che ha visto lo stop alla maggior parte delle attività sezionali in presenza. Era stato anche osservatore di calcio a 5, passando nel 2013 in pianta stabile all’organo tecnico sezionale.

Giacomo Tamburin si è invece spento domenica, a 87 anni. Aveva iniziato il suo percorso nel 1955, raggiungendo ben presto le categorie regionali, fino al suo apice. Nel ’73, ecco arrivare la decisione di diventare osservatore, per trasmettere ai più giovani quanto aveva avuto modo di imparare in quei suoi primi, lunghi anni di attività. Una carriera che lo porterà anche sui campi di tutta Italia, salendo in forza alla Commissione arbitri interregionale. Nello stesso periodo, fu molto attivo anche a livello sezionale, rivestendo dapprima il ruolo di consigliere e quindi di vicepresidente, dal 1978 al 1986.

“Era una persona riservata - ricorda il presidente della Sezione di Trieste, Rossano Cascella -, molto competente e sempre partecipe alla riunioni. Fu lui ad accogliermi nel corso arbitri nel lontano 1983, un’esperienza speciale in quanto penso sia stato il corso più numeroso di aspiranti arbitri, ben 42”. Di quel gruppo, oggi lo stesso Cascella è uno dei tre che sono rimasti all’interno della realtà associativa. In occasione dell’inaugurazione della nuova sede del gruppo intitolato a R.C. Pieri, Tamburin fu insignito anche del “Premio Mocarini” nel 2015.

Il Presidente dell'AIA Alfredo Trentalange e il Vice Duccio Baglioni, insieme ai componenti del Comitato Nazionale, al Responsabile del Settore Tecnico Arbitrale, ai Responsabili degli Organi Tecnici Nazionali, ed al Presidente del Cra Friuli Venezia Giulia Andrea Merlino esprimono alle famiglie Liva e Tamburin profondo cordoglio e vicinanza a nome di tutti gli arbitri italiani.

In copertina: da sinistra a destra Tino Liva e Giacomo Tamburin.

Supplemento on-line della rivista "L'Arbitro" (aut. Tribunale di Roma n. 499 del 01/09/1989)

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