Associazione Italiana Arbitri

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Giannoccaro: "L’arbitraggio è mostrare le proprie ferite"

Riccardo Calvara - 26/03/2021, 15:00

Sezione di Trento
Martedì 23 marzo si è svolta la riunione tecnica obbligatoria, in modalità virtuale, organizzata dalla Sezione di Trento, che ha avuto come gradito ospite il componente della CAN Danilo Giannoccaro. Gli associati trentini hanno potuto fruire di una vera e propria lectio magistralis da parte di un grande arbitro e di un grande dirigente dalla riconosciuta esperienza e caratura tecnica e associativa. Danilo non si è risparmiato per passione e voglia di trasmettere le proprie conoscenze, incantando per oltre due ore la numerosa e attenta platea di uditori collegati.
L’incontro ha preso avvio con il ringraziamento da parte del Presidente Francesco Scifo verso gli illustri presenti alla riunione, salutando tra gli altri il Presidente del CPA Trento Giorgio Daprà e i presidenti e i rappresentanti delle sezioni consorelle. Francesco ha così introdotto l'illustre ospite, anche con l’ausilio di un video preparato ad hoc, in raccolta delle gratificanti esperienze dallo stesso finora vissute, prima in campo, da arbitro, e poi, una volta salito in cattedra, da dirigente. L’intervento del Componente della CAN si è sviluppato attorno a quelli che egli stesso ha definito come “i pilastri dell’arbitraggio”. I primi due pilastri individuati sono la preparazione atletica e la conoscenza del Regolamento: due costanti indefettibili dell’arbitro, dalle quali è impossibile prescindere. Si è passati poi ai livelli successivi e al salto di qualità: il terzo pilastro, ovvero “la testa”, che rappresenta scaltrezza e intelligenza, conoscenza delle dinamiche tecnico- tattiche, voglia di arrivare, costanza e predisposizione al sacrificio. Proprio su quest’ultimo elemento Giannoccaro ha fatto vertere la maggior parte del suo intervento, mettendo in luce come sia questo l’elemento determinante per la crescita arbitrale nonché per il successo della carriera: il discrimine tra un arbitro e un bravo arbitro. La lezione che ne è seguita è stata una vera e propria pagina di tecnica arbitrale! A supporto del suo intervento e dei concetti illustrati, Danilo ha presentato numerosissimi video relativi a episodi di gioco e situazioni in cui “la testa”, il ragionamento, incide sullo spostamento e, di conseguenza, sulla corretta decisione dell’episodio. Negli ultimi video il collega della sezione leccese ha incentrato l’attenzione sull’aspetto della concentrazione e dell’attenzione ai particolari, richiamandosi alla cosiddetta “Legge di Murphy”: l’arbitro, in quanto parte di un gioco complesso, ricco di variabili da risolvere, se non presta attenzione potrebbe essere portato a fare la scelta sbagliata in questo o in quel particolare episodio. Dunque, è necessario che l’arbitro prepari l’episodio, sia sempre concentrato e proattivo. A conclusione di un lavoro davvero importante di concetti, tecnica, consigli e “ricette arbitrali”, Danilo ha voluto lasciare un messaggio a tutti gli associati presenti: “L’arbitraggio è mostrare con orgoglio e vanto le proprie ferite”. Tutti sbagliamo, per il solo fatto di decidere siamo portati a sbagliare, ma solo chi fa tesoro degli errori, propri e dei colleghi può davvero raggiungere la Serie A.

Supplemento on-line della rivista "L'Arbitro" (aut. Tribunale di Roma n. 499 del 01/09/1989)

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