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Liberti: "Passione ed equilibrio"

Gaetano Pugliese - 29/03/2021, 12:00

Sezione di Parma
È stata un’assemblea molto partecipata e interattiva, al di là del mezzo telematico usato, quella che ha visto protagonista l’assistente in organico della Commissione Arbitri Nazionale di Serie A e B Stefano Liberti, della Sezione di Pisa, unitamente ai tanti associati della sezione di Parma intervenuti. Più che una riunione nel senso tecnico della parola, è sembrata davvero una chiacchierata tra vecchi amici, fatta di domande, curiosità e aneddoti.

A fare gli onori di casa il Presidente sezionale Cristian Canu che ha ringraziato i numerosi arbitri collegati, circa 130, e introdotto l’ospite. Ad inizio serata, Carlo Pacifici, componente del Comitato Nazionale, ha portato il saluto dell’Associazione sottolineando come, in un momento così particolare, queste sono occasioni non solo da non perdere ma anche da incoraggiare per mantenere vivo il sentimento di appartenenza alla famiglia arbitrale. Un altro saluto molto gradito in diretta da Belgrado è stato fatto da Filippo Meli, impegnato in una gara di qualificazione ai mondiali del prossimo anno.

Entrando nel vivo della riunione, Stefano Liberti, calabrese d’origine, ha iniziato il suo rapporto con la bandierina nel 2008, al termine dell’esperienza in CAN D come arbitro e, oggi, è alle soglie delle 100 gare in serie A. Il suo intervento si è principalmente focalizzato su due punti. “Il primo è la passione: senza di quella non vai da nessuna parte perché è lei che spinge il motore, che ti fa prendere il classico treno delle 5:52 per andare a dirigere la gara di terza categoria. È lei che ti fa rispondere alle domande degli amici che ti chiedono chi te lo faccia fare, soprattutto ad un’età in cui è più facile divertirsi in altro modo. Anche io ho avuto i miei momenti difficili, credetemi che li ho avuti... Però ho sempre ri-trovato le motivazioni giuste, e direi anche le persone giuste, che mi hanno convinto a proseguire. Un pensiero, a tal proposito, lo dedico a Stefano Farina, che venne a visionarmi in un Foggia-Barletta di un po' di anni fa: posso tranquillamente dire che da lì la mia esperienza e la mia autostima hanno ricevuto notevole slancio”.

L’altro concetto che ha sottolineato Liberti è stato l’equilibrio. “È un fattore fondamentale, nella vita come sul terreno di gioco. L’equilibrio va inteso come atteggiamento, come condotta di gara, tecnica e disciplinare, nei toni. Un arbitro equilibrato è quasi sempre anche accettato. Questa caratteristica la costruisci quotidianamente nella tua personalità e la porti in campo durante la gara”.

Le successive domande spaziano su molti argomenti: Stefano non si sottrae di certo, anzi sfoggia una accattivante capacità oratoria. “La gente pensa che in Serie A ci siano dei fenomeni, dei superuomini, al riparo da qualsiasi tipo di errore. Dico che credere questo è profondamente errato: possiamo avere anche noi le giornate no, quelle dopo le quali devi ricominciare con la tua forza di volontà, propria di chi ne ha già viste tante. L’errore non deve condizionarci, così come l’ansia di non essere all’altezza. Se siamo lì, è perché qualcuno ci ha ritenuti meritevoli. Essere arrivati in serie A significa solo essere stati fortunati a cogliere le occasioni, bravi ad aver creduto nel treno giusto. Proprio come quello delle 5:52, tanti anni fa”.

In copertina: Stefano Liberti durante il suo intervento.

In gallery:
1. intervento di Carlo Pacifici, componente del Comitato Nazionale;
2. il presidente Cristian Canu introduce l’ospite;
3. Filippo Meli interviene in collegamento da Belgrado;
4. l’immagine di presentazione della riunione.

Supplemento on-line della rivista "L'Arbitro" (aut. Tribunale di Roma n. 499 del 01/09/1989)

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