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Galetto della CAN illustra i 5 punti chiave per il successo

Marco Carugno - 31/03/2021, 08:00

Sezione di Sulmona
Nella giornata di lunedì 22 marzo la Sezione di Sulmona ha avuto l’onore di ospitare, in una riunione tecnica tenutasi in modalità telematica, l’assistente arbitrale in forza alla Commissione Arbitri Nazionale per la Serie A e B Mauro Galetto, della Sezione di Rovigo. Per l’occasione è intervenuto anche il Presidente del Comitato Regionale Arbitri Abruzzo Fabrizio Lanciani.
L’evento ha fatto registrare la presenza della quasi totalità degli associati ovidiani e di associati di varie sezioni abruzzesi. A fare gli onori di casa, come di consueto, è stato il Presidente della Sezione di Sulmona Giulio Di Bartolomeo, ringraziando l’ospite per la sua presenza e rivolgendo un caloroso saluto al Presidente CRA Abruzzo Lanciani e a tutti i vari associati che hanno presenziato all’evento.
La riunione è entrata nel vivo quando, a seguito del saluto del Presidente CRA Lanciani a nome di tutti i membri del Comitato Regionale abruzzese, ha preso la parola l’assistente CAN Galetto. Quest’ultimo si è soffermato nell’analizzare, con l’ausilio di varie slide, il significato che l’arbitraggio ha avuto e sta ancora avendo nella sua vita soffermandosi su quelli che sono, secondo lui, i principi cardine ai quali ogni arbitro deve sempre far riferimento per raggiungere traguardi importanti: allenamento, equilibrio, tecnica, regolamento e comportamento. Galetto nella sua presentazione ha percorso una sorta di viaggio a ritroso, partendo dall’iscrizione, avvenuta quasi per gioco, al Corso Arbitri all’età di 22 anni. Se all’inizio del percorso arbitrale l’obiettivo di Galetto era quello di confrontarsi con una nuova realtà, vincendo le sue insicurezze e timidezze quotidiane, nel corso della sua carriera l’asticella si è inevitabilmente alzata e ciò ha fatto sì che Galetto avesse sempre nuovi stimoli e nuove energie da sfruttare per continuare la sua corsa verso palcoscenici sempre più prestigiosi. Galetto ha raccontato ai presenti come la sua sia stata una carriera che, seppur ricca di soddisfazioni, lo ha portato ad affrontare momenti di difficoltà di fronte ai quali non si è mai scomposto, facendo leva su quei cinque punti cardine sopra citati che devono esser messi in pratica e tenuti a mente, indifferentemente dalla categoria di appartenenza. Punti che con il passare degli anni è stato costretto a perfezionare in quanto, secondo il relatore, per raggiungere traguardi sempre più elevati sono inevitabilmente richiesti sforzi e sacrifici man mano maggiori, senza dimenticare che l’arbitraggio deve pur sempre assumere il significato di una passione che rappresenta solo una delle tante porzioni della vita insieme alla famiglia, al lavoro ecc.
Nell’ultima parte della riunione gli associati presenti hanno interagito con l’ospite di giornata rivolgendo lui domande sulla valutazione di alcuni episodi e sulla preparazione di una gara.
Al termine della presentazione sono intervenuti nuovamente il Presidente Sezionale Di Bartolomeo e il Presidente CRA, ringraziando Mauro per esser stato in grado di tenere una riunione dall’alto livello dal punto di vista sia tecnico che umano, e rivolgendo lui un calorosissimo in bocca al lupo per il prosieguo di Stagione.

Supplemento on-line della rivista "L'Arbitro" (aut. Tribunale di Roma n. 499 del 01/09/1989)

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