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Arbitro e aspetto umano, focus di Emanuele Prenna della CAN

Gabriele Di Dio e Ezio Dibilio - 01/04/2021, 08:00

Sezione di Enna
Riunione tecnica d’alto spessore quella tenuta nella serata di mercoledì 24 marzo da Emanuele Prenna, che è stato ospite della Sezione di Enna nell’ambito delle visite ufficiali alle Sezioni degli associati di vertice, sorteggiate dall’AIA centrale. Emanuele ha ovviamente, come oramai da qualche tempo, condotto la riunione tramite l’app multimediale di video conferenza “Google Meet”, al fine di rispettare i protocolli anti - COVID.
Assistente arbitrale in carica alla Commissione Arbitri Nazionale di Serie A e B, Prenna è in forza alla Sezione pugliese di Molfetta; insieme a lui, la Sezione di Enna è stata onorata della presenza del cosezionale Nicola Gisondi, ex arbitro della Commissione Arbitri Nazionale del Calcio a 5 e attualmente designatore delle gare dell’Organo Tecnico Sezionale.
Emanuele, durante il suo intervento, ha spaziato su vari argomenti della sfera arbitrale come, ad esempio, alcuni momenti cruciali della sua passata stagione alla CAN, mostrando alcuni filmati tecnici di partite che lo vedevano coinvolto, principalmente incentrati sulla regola del fuorigioco e sulla collaborazione arbitro / assistente, interagendo continuamente con i presenti per stimolare l’analisi tecnica.
Oltre l’aspetto tecnico e regolamentare, non meno importante è l’aspetto umano: su questo Emanuele si è concentrato particolarmente, parlando ad esempio della gestione ed accettazione degli errori, che tutti gli arbitri dalla CAN, fino a quelli alle prime armi, possono commettere. Pertanto, ha voluto trasmettere agli associati ennesi dei consigli per non farsi distrarre da quest’ultimi, per non pregiudicare le successive valutazioni che ogni gara riserva. Il rapporto con la Video Assistant Referee è stato l’esempio portato dall’assistente molfettese, riguardo l’accettazione dell’eventuale errore (poiché l’esito della valutazione, specie per gli assistenti, viene confermato o ribaltato immediatamente) che può anche diventare uno strumento di bufera mediatica, ma non per questo deve essere visto come un rivale.
Infine, Emanuele ha concluso con un suggerimento condivisibile, ovvero quello di arrivare tranquilli alla partita, dopo aver adempiuto ai doveri extra arbitrali che vengono prima di questa passione, come i rapporti interpersonali con coniugi e affetti stabili, ma anche sull’ambiente lavorativo o scolastico, perché "la partita inizierà con il piede giusto se si è tranquilli e consci di aver fatto il proprio dovere per prepararla”.

Supplemento on-line della rivista "L'Arbitro" (aut. Tribunale di Roma n. 499 del 01/09/1989)

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