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Meli: “Innamoratevi del vostro percorso, tappa dopo tappa”

Gaetano Pugliese - 06/04/2021, 16:00

Sezione di Parma
“I bambini sono andati a dormire, io sono a posto, possiamo rimanere quanto vogliamo a parlare in piacevole compagnia”.

La frase di Filippo Meli, per tutti semplicemente Pippo, rende l’idea della bella atmosfera respirata durante la riunione tecnica condivisa con tutti i colleghi arbitri ducali (ad avere acceso il PC erano circa 130, gran bel numero). “Non sono qui per farvi vedere filmati ma per rispondere a tutte le vostre curiosità, soprattutto a quelle dei più giovani, che di questi tempi dovrebbero essere in campo e che, invece, sono al palo per i motivi che tutti conosciamo”. Il messaggio diretto anche a quelli che, in questo periodo, stanno seguendo il corso è chiaro. “Innamoratevi del vostro percorso, tappa dopo tappa: non spaventatevi della salita ma godetevi i bei momenti e soprattutto l’essere parte di una grande famiglia. Non ha alcun senso avere la serie A come obiettivo, è molto meglio porsi come traguardo il costante miglioramento e la categoria successiva. Altrimenti si perde il senso delle cose, si guarda troppo avanti e non si vede dove si poggiano i piedi. Soprattutto, si perde il gusto di far le cose per gradi come deve essere per i più giovani”. La vita per Filippo è molto diversa da quando, nel 1992, a 15 anni, varcò per la prima volta la porta di una sezione arbitrale.

“Certamente, mano a mano che cambia la categoria, l’asticella si alza e l’atteggiamento deve essere conseguente, sotto il profilo dell’impegno, della volontà e della professionalità. I momenti difficili ci sono per tutti. All’epoca della CAN-C, ero ancora arbitro, un infortunio al ginocchio mi ha tenuto lontano dai campi per 5 mesi e, tra riabilitazione e inizio del lavoro, è stato normale porsi qualche domanda. Le persone giuste mi hanno aiutato a cercare le risposte ed eccomi qui, tra un aereo e un altro e con il necessario sottoporsi continuamente ai tamponi per evitare brutte sorprese. In fondo, non va dimenticato che siamo fortunati a poter arbitrare quando molti colleghi sono forzatamente fermi”. Filippo non si sottrae alle domande dei ragazzi che gli chiedono di questo o quell’episodio, di come sono i calciatori sul terreno di gioco e tante altre curiosità che riempiono velocemente il tempo disponibile. “Non lasciatevi condizionare dalla visione televisiva dell’episodio: un errore che sembra grave in TV, in tempo reale diventa una matassa difficile da sbrogliare. Il punto è che, per la tecnologia e soprattutto gli interessi in gioco, nessuno accetta più l’errore, non ne interessa la causa, lo si rifiuta e basta. Ma siamo persone anche noi: agli assistenti, poi, è stato chiesto di cambiare modo di agire. Per dirla con una metafora, non siamo più pistoleri di precisione con riflessi da primato, ma persone riflessive che anzi devono attendere il momento giusto per decidere. Vi posso assicurare che all’inizio non è stato facile”. È intervenuto alla riunione, gradita sorpresa, anche Roberto Vecchiatini, allora presidente del Comitato Regionale dell’Emilia Romagna che promosse Meli alle categorie nazionali. L’assistente internazionale ha avuto parole di sincero ringraziamento verso uno sei suoi primi maestri: anche questo è far parte, al meglio, di una famiglia.

In copertina Filippo Meli durante il suo intervento.

In gallery:
1: la presentazione della riunione tecnica;
2: Roberto Vecchiatini interviene durante la riunione.

Supplemento on-line della rivista "L'Arbitro" (aut. Tribunale di Roma n. 499 del 01/09/1989)

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