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Una serata con Valerio Colarossi

Simona Tirelli - 07/04/2021, 11:00

Sezione di Reggio Emilia
Lunedì 29 marzo scorso, Valerio Colarossi, assistente in forza alla Commissione Arbitri Nazionale di Serie A e B, è stato ospite a distanza della sezione di Reggio Emilia.

Dopo un primo saluto da parte di Carlo Pacifici, neo eletto componente del Comitato nazionale per la macro regione Centro, che ha voluto ringraziare tutti quanti per avergli letteralmente “aperto le porte di casa”, la parola è passata all’ospite della Sezione di Roma 2.

“È un piacere per me essere qui – queste le prime parole di Valerio, che ha tenuto una vera e propria lezione motivazionale, coinvolgendo apertamente tutti i presenti con botta e risposta. – Un atleta ad alti livelli deve amare ciò che fa”, ha detto ancora Colarossi dopo un excursus sulla propria carriera arbitrale contraddistinta da momenti più o meno difficili. Essenzialmente, quindi, questo amore presuppone fare tutto con piacere: forte attaccamento a qualcosa, desiderio di sentirlo proprio, dedicare sé stesso: allenamenti, frequentare la sezione, aggiornamento tecnico e molto altro.

Un secondo pilastro per arrivare lontano è porsi degli obiettivi: “Non c’è nulla di male a fissarsi degli obiettivi molto elevati: Si parte tutti quanti dallo stesso livello, ma più alti saranno i tuoi obiettivi più ci dovrai lavorare. Se non riuscirai a raggiungerli, non sarà un fallimento, avendo la consapevolezza di aver dato il 100%”. La mentalità è infatti molto importante, perché il giusto mix tra mente, atletismo e tecnica ti rende vincente, così come la resistenza mentale ossia la capacità di rimanere positivi e proattivi anche nelle circostanze più avverse.

Si sa che il percorso di un arbitro è caratterizzato da momenti più o meno difficili, ma il suggerimento di Valerio Colarossi, è quello di seguire step imprescindibili per poter tornare in corsa: si parla infatti di pazienza e del lavoro “behind the scene” lavorando sui propri limiti, di “lotta” per far uscire il proprio best dalle situazioni, di umorismo perché può essere di aiuto per ridurre lo stress, ridere infatti è una iniezione di positività.

Ultimo pilastro, non per importanza per Valerio Colarossi è l’umiltà: dal latino "humilis", che è tradotto "basso", o "dalla terra", terra come madre, ricerca, natura, poco elevato da terra. “Questa parola rappresenta l’essenza che di quello che un arbitro deve essere, aiutando gli altri e sé stesso”

Supplemento on-line della rivista "L'Arbitro" (aut. Tribunale di Roma n. 499 del 01/09/1989)

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