Associazione Italiana Arbitri

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Irrati: "L’arbitro deve avere voglia di sperimentare"

Ettore Cappa - 07/04/2021, 15:00

Sezione di Torino
In via telematica viste le restrizioni da Coronavirus, si è tenuta la Riunione Tecnica Plenaria lunedì 29 marzo 2021 organizzata dalla Sezione di Torino. Graditissimo ospite della serata è stato Massimiliano Irrati della Sezione di Pistoia, arbitro internazionale, sorteggiato dall’Associazione nell’ambito delle visite sezionali degli associati di vertice, programmate nell’arco della corrente Stagione Sportiva. A dare il benvenuto il Presidente sezionale Andrea Mazzaferro, che ha anche voluto salutare i numerosi associati, collegati online insieme al Presidente Regionale Piemonte e Valle d’Aosta Luigi Stella. Dopo un breve saluto di Luigi e le parole di benvenuto di Andrea, è iniziata una chiara e approfondita esposizione da parte del prestigioso ospite sulla figura dell’Arbitro.
Nell’arco di 90 minuti intensi Massimiliano ha ripercorso le tappe più importanti della sua carriera, fino a ricordare il “Primo Premio Luca Colosimo”, ricevuto proprio dalla Sezione di Torino in occasione della Riunione del 6 maggio 2016 all’Hotel Atlantic di Borgaro. “Sappiamo quanto il calcio sia cambiato, per questo mi soffermerei sull’Arbitro del presente… partendo dalla mentalità, dall’errore, lo sperimentare, l’equilibrio e il teamwork. La mentalità bisognerà averla a 360 gradi affrontando gli allenamenti, che devono essere finalizzati non tanto a superare i test atletici ma ad affrontare in modo adeguato una partita di calcio. È chiaro che non basta per arrivare ad alti livelli o avere la mentalità, tra virgolette, vincente. Sarà sempre più premiato quell’arbitro che avrà curato ogni minimo dettaglio, e sarà lui che alla fine emergerà. Agli inizi della mia carriera a 16 anni posso dire che non ce l’avevo questo tipo di mentalità, ma se si ha la fortuna di avere attorno le persone giuste allora il percorso diventa stimolante. Approfitto per ricordare il mio presidente che è qui con me in collegamento, Massimo Doni. Quando io ho iniziato ad arbitrare lui era presidente della Sezione di Pistoia; siamo nel 2021 e lo è ancora. In ogni singolo istante della mia carriera Massimo mi ha inculcato questa mentalità per essere in grado di ottenere i necessari miglioramenti passo dopo passo. Frequentare la Sezione è sicuramente un valore aggiunto e per crescere non basta andare a inizio stagione solo per ritirare la nostra nuova divisa. Per imparare tutto è lì che bisogna andare ed è lì che impareremo l’arbitraggio e perfino lo stare al mondo, i comportamenti.
L’errore è l’unica certezza che ha un arbitro a qualsiasi livello di commettere. La differenza sta nella reazione che si deve avere per cercare di rimediare all’errore. L’arbitro dev’essere uno che ha voglia di sperimentare anche per uno come me che lo fa da 26 anni, devo avere ancora l’umiltà di ammettere che non si finisce mai d’imparare. La quarta mia idea è l’equilibrio. All’ingresso di Wimbledon c’è una poesia ‘If’ di Kipling che vi voglio citare perché fa proprio al caso nostro a proposito del concetto di trionfo e rovina: ‘If you can meet with triumph and disaster and treat those two impostors just the same’ Confesso che per me il trionfo per una partita andata bene o anche il disastro per una andata male deve finire già al mattino del giorno dopo. E l’ultima mia idea è il teamwork, il lavoro di gruppo, ma vale per chi raggiunge certi livelli.” Ci sono state poi le domande molto apprezzate di tanti giovani arbitri e la serata si è conclusa con un palese gradimento dei 170 partecipanti.

Supplemento on-line della rivista "L'Arbitro" (aut. Tribunale di Roma n. 499 del 01/09/1989)

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