Associazione Italiana Arbitri

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Piccinini: “Motivazione e costanza per realizzare i sogni”

Matteo Cappelletti - 12/04/2021, 18:30

Sezione di Lodi
In occasione della quinta riunione tecnica obbligatoria, la Sezione AIA di Lodi ha avuto il piacere e l’onore di avere come ospite nazionale designato l’arbitro effettivo della CAN Marco Piccinini della Sezione di Forlì. L’intervento di apertura del Presidente di Sezione Emanuele Marchesi, dopo i saluti rivolti a tutti gli associati presenti, è proseguito con l’introduzione dell’ospite: Marco Piccinini, arbitro effettivo dalla Stagione Sportiva 2003/2004, nella S.S. 2019/2020 entra a far parte dell’organico CAN (allora CAN A) guidato da Nicola Rizzoli; vanta attualmente 31 gare dirette nella massima serie (con esordio in Atalanta – Crotone del 2017) e sono ben 10 le gare dirette in Serie A in questa stagione. Doveva essere una chiacchierata “nuda e cruda”, per volontà dello stesso ospite, e così è stata: Piccinini, infatti, non si è tirato indietro nel rispondere alle tante domande che gli sono state poste da colleghi più e meno giovani, creando sin da subito un clima disteso ed eliminando, grazie alla sua semplicità, quel blocco che molti possono riscontrare nel trovarsi di fronte ad un arbitro della sua caratura.
Tanti e utili i punti d’interesse arbitrale e non che sono stati toccati nel corso dell’incontro. Molto esplicativa l’immagine dell’iceberg, usata per mettere in evidenza le differenze tra le varie categorie arbitrali, dettate dalla visibilità e dal risalto mediatico del proprio operato: a detta di Piccinini, quando si inizia ad arbitrare ci si trova alla base di questo iceberg, ovvero la parte più grande e più solida, ma sicuramente quella meno in vista e, per poter emergere, bisogna risalirlo con tanto impegno. Tutto questo unito alla costante dedizione al sacrificio e a una forte motivazione che porta alla realizzazione di un sogno. Come dice Piccinini. Sacrificio e dedizione che iniziano dalle piccole cose, come l’allenamento e lo studio del regolamento, che sono fondamentali per ogni buon arbitro. Nel cercare di raggiungere l’apice di questo iceberg ogni arbitro però incontra momenti positivi e negativi, e neanche Piccinini è stato esente da questi ultimi; ciò che conta però è capire come superarli. La sezione di appartenenza ha sempre avuto per lui un ruolo fondamentale in tal senso, ed è stata la prima ancora a cui aggrapparsi nei momenti bui, insieme alla famiglia e agli affetti, in modo da ritrovare così la motivazione e la voglia di arbitrare e divertirsi. Perché per arbitrare bisogna prima di tutto divertirsi, ci ricorda Marco, riprendendo le parole del suo mentore Stefano Farina: “L’arbitraggio è fatto di emozioni”.
Piccinini ha parlato dell’importanza della comunicazione e del gioco di squadra all’interno dei membri di un team, mostrando anche diversi filmati delle gare da lui dirette. Si è soffermato sull’importanza, quando si analizza una clip, di non concentrarsi solo sull’episodio in sé, ma capire i motivi che portano all’errore, migliorando di conseguenza. Capire dove si sbaglia è fondamentale, perché è l’unico modo per riuscire a crescere: “Ogni errore è come una cicatrice”, dice Marco. Nel rispondere alle varie domande degli associati Piccinini ha sottolineato, specialmente ai più giovani, l’importanza dell’attività arbitrale che aiuta a formare il carattere. Infine, tantissime sono state le curiosità riguardanti la VAR e le difficoltà dell’arbitrare in stadi senza pubblico. A conclusione della serata è intervenuto anche il Presidente del CRA Lombardia Alessandro Pizzi che ha portato i saluti di tutta la Commissione e ha rimarcato il concetto di sacrificio e di mettersi sempre in discussione.

Nelle foto in gallery: Marco Piccinini; Presentazione dell'ospite; Intervento del Presidente CRA Lombardia Alessandro Pizzi; Associati lodigiani partecipanti alla riunione; Materiale proiettato.

Supplemento on-line della rivista "L'Arbitro" (aut. Tribunale di Roma n. 499 del 01/09/1989)

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