Associazione Italiana Arbitri

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Irrati: “Vi racconto come ho imparato dagli errori”

Nicolò Altizio - 16/04/2021, 19:00

Sezione di Abbiategrasso
Massimiliano Irrati, arbitro della Sezione di Pistoia è stato l'ospite nazionale designato per la Sezione di Abbiategrasso. Un momento di condivisione, di scambio tecnico e umano aperto straordinariamente a una delle scuole più vicine alla Sezione del sud di Milano, l’Istituto di Istruzione Superiore Emilio Alessandrini di Abbiategrasso.

Ben oltre 140 persone collegate da remoto, tra associati e studenti del circuito, per ascoltare uno dei fischietti più esperti del panorama arbitrale.
Un arbitro con un curriculum davvero interessante: avvocato di professione ma arbitro sin dal 1996 con esordio in Serie A il 18 marzo del 2012 in Bologna-Chievo Verona, traguardo che ha nobilitato anche la Sezione di Pistoia che ha potuto così avere il suo primo arbitro nella massima serie nazionale.

A supporto di Gianluca Rocchi è stato anche arbitro addizionale per la Finale di Supercoppa UEFA del 2017 culminando la sua esperienza internazionale con i Mondiali di Russia come arbitro VAR per Russia - Arabia Saudita. Chiuderà il bottino con ben 14 apparizioni in sala VAR per quell'edizione dei mondiali, finalissima compresa.

Presente anche Massimo Doni, presidente della Sezione di Pistoia, che ha rimarcato più volte l'importanza di un arbitro di tale statura per la loro sezione e la loro storia.
Giunto anche Alberto Zaroli, componente Nazionale del nuovo corso Alfredo Trentalange che ha ringraziato in modo particolare il presidente Pietro Gentili per aver aperto lo scambio anche ad esterni alla nostra associazione.

Un arbitro che ha vissuto in prima persona la transizione tecnologica del calcio e che proprio per questo motivo ha molto chiara la direzione federale e professionale di tutto il gruppo.
Intervenuto anche il Presidente del CRA Lombardia Alessandro Pizzi: "Questo format è bellissimo, portare un esempio per tutti noi come Massimiliano qui è un momento per me di grande gioia. Ci sono difficoltà per il movimento associativo specialmente a livello sezionale però emerge ancora più fortemente il nostro legame e il nostro valore umano di cui andare orgogliosi, siamo un gruppo e abbiamo fatto spogliatoio unito".

Irrati ha aperto il collegamento da Sarjevo dove sarebbe stato impegnato come quarto uomo in Bosnia-Francia con i suoi saluti: "Grazie a tutti per l'accoglienza, ho fatto una riflessione rispetto al Covid-19 e su come sia stato uno spartiacque che ha cambiato il nostro modo di pensare e di vivere. Cambierà certamente la nostra mentalità e la figura dell'arbitro”.

Ha poi aperto una discussione rispetto la figura dell’arbitro: “Ci potrebbero essere 30/40 caratteristiche fondamentali per descrivere un arbitro ma ho voluto sintetizzarne solo alcune: mentalità, errore, sperimentazione e equilibrio. Senza quelle sarà difficile crescere. L'arbitraggio è sacrificio e il mind set è fondamentale. Purtroppo nel nostro mondo non ci sono scorciatoie, bisogna lavorare con dedicazione e dare tutto”.

Dopo il suo intervento è stato possibile rivolgere al fischietto toscano diverse domande tra le quali anche una relativa al suo esordio: “Era una gara di esordienti, ero emozionato ma mi sentivo pronto. Il mio tutor ebbe un problema con l’auto e non riuscì a esserci, mi avviai alla chiama abbastanza sicuro. Notai che molti ragazzi iniziavano a ridacchiare; avevo tenuto le ciabatte pur avendo la divisa completa. Ricordo con simpatia quell’aneddoto perché mi segnò ma come dicevo sbagliare è normalissimo, anche alle prime armi”.

Circa test atletici e forma fisica Irrati non ha dubbi: “Non bisogna allenarsi solo per i test atletici ma soprattutto per i 90 minuti di gara e per arrivare pronti e performanti fino ai minuti di recupero. Non c’è tanto altro da aggiungere”.

Si conclude con una domanda circa gli errori più “segnanti” della carriera e Irrati cita una gara di Eccellenza dove c’era un osservatore giunto a valutarlo: “In una rimessa del portiere volto le spalle all’azione e inizio a correre ma il pallone non arriva, c’era stato un parapiglia e non lo avevo visto, fortunatamente l’assistente era stato attento e mi aiutò a salvare la partita, l’osservatore non fu molto contento e mi disse che ci saremmo rivisti. Da quel momento non ho più mollato nessun portiere sulla rimessa, per tutto il resto della carriera. L'arbitro ha una sola certezza: sbaglierà. L'arbitro più bravo è quello che sbaglia meno e che è pronto a reagire. La pressione è forte a volte potrà sembrare insostenibile”.

Supplemento on-line della rivista "L'Arbitro" (aut. Tribunale di Roma n. 499 del 01/09/1989)

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