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Input motivazionali e tecnica allo stage di metà Stagione

Matteo Ferrante - 04/05/2021, 10:00

Pescara e Tivoli
Durante un’annata particolare per tutte le sezioni, visto lo stop dei campionati dilettantistici, i raduni tecnici sono sicuramente uno dei momenti di fondamentale importanza per la vita associativa degli arbitri.
Lunedì 20 aprile, le Sezioni di Pescara e Tivoli hanno organizzato in conference call uno stage di metà Stagione in maniera congiunta.
La riunione è iniziata con i saluti di Francesco Di Censo, Presidente di Pescara; Fabrizio Lanciani, Presidente del Comitato Regionale Arbitri Abruzzo; Francesco Gubinelli, Presidente di Tivoli; Cristiano Partuini, Componente del Comitato Regionale Arbitri Lazio.
Terminata la parte istituzionale, i 110 partecipanti si sono addentrati nella parte tecnica iniziando dai test sul Regolamento.
Concluse le prove, il primo intervento è stato di Francesco Di Censo, coach professionista, che subito ha salutato l’amico Sergio Coppetelli, associato di Tivoli, per aver contribuito fattivamente all’organizzazione dell’evento. Il Presidente della Sezione adriatica ha quindi sottolineato come la strada dall’Organo Tecnico Sezionale alla Commissione Arbitri Nazionale per la Serie A e B “è lunga e tortuosa, sulla quale troveremo ostacoli dove tutto dipende da come verranno affrontati”. Infatti, "quando ci troviamo in un momento difficile, di incertezza, non significa che per noi è finita, ci troviamo in uno dei punti tortuosi del percorso per raggiungere l'obiettivo", ovvero, la “CAN, ma può anche essere la corsa di apprendimento naturale per raggiungere l’obiettivo stesso”.
L’intervento successivo è stato del Componente della Commissione Arbitri Interregionale Daniele Viotti, della Sezione di Tivoli, che ha proposto una riflessione sulla prevenzione, sul come riuscire ad anticipare i possibili eventi che si possono creare in un'azione di gioco.
Viotti, con l’analisi di filmati, ha fatto notare gli atteggiamenti sbagliati e non dell'arbitro. Rivolgendosi agli osservatori ha specificato che bisogna "segnalare nella relazione l'impegno di un arbitro, che in modo rapido e scattante riesce ad intervenire e placare gli animi".
Proseguendo con i lavori, sono intervenuti gli arbitri CAN Livio Marinelli di Tivoli e Giacomo Camplone di Pescara.
L’intervento di Marinelli è stato mirato al miglioramento dell'aspetto comportamentale creando un focus sugli obiettivi da raggiungere: “Sicurezza, determinazione, credibilità accettazione, educazione e rispetto”.
Continuando sullo stesso aspetto, Giacomo Camplone ha utilizzato i video di gare da lui dirette, facendo commentare l’aspetto comportamentale dei singoli episodi ai giovani colleghi. Facendo autocritica, ha spiegato come indicare in maniera errata potrebbe causare reazioni spiacevoli. Ha illustrato come i diversi modi di comportarsi durante un’iterazione possano riscuotere reazioni differenti.
Per concludere è intervenuto l’ex assistente internazionale Domenico Ramicone, della Sezione di Tivoli.

Supplemento on-line della rivista "L'Arbitro" (aut. Tribunale di Roma n. 499 del 01/09/1989)

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