Associazione Italiana Arbitri

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Volpi: "Non preoccupiamoci quando diamo il meglio"

Gerardo Graziano - 15/05/2021, 17:00

Vicenza

Per la quattordicesima riunione stagionale, i fischietti vicentini hanno avuto il piacere di ospitare Manuel Volpi, arbitro CAN della Sezione di Arezzo. Il Presidente Sezionale Ivano Meneguzzo, dopo aver salutato tutti i presenti alla riunione, ha ancora una volta espresso l’auspicio di poter tornare il prima possibile sui campi. Tutto questo prima di lasciare la parola a Daniel Amabile che ha detto di Manuel: “È uno dei miei più cari amici, una persona vera, prima di un grande arbitro”.

A questo punto l’ospite, cogliendo al balzo l’introduzione di Daniel, ha sottolineato come lui stesso sia approdato solamente da poco alla massima categoria, ma che è questa sua grande passione e voglia di confronto che lo spingono al miglioramento continuo. Temi rilevanti della serata sono stati infatti umiltà e sacrificio: valori di cui Volpi è fiero portatore: “Dietro a un errore c’è sempre una storia” afferma Manuel che infonde sicurezza alla platea virtuale ricordando come non ci si debba mai vergognare di commettere sbagli perché, essendo umani, tutti prima o poi dovranno affrontare scelte scorrette.

Altro argomento della serata è stato il significato del ruolo, di quanto essere arbitri influenzi nella vita di tutti i giorni, non solo interiormente, ma anche agli occhi di tutti: “Prima di essere arbitro - ha affermato Manuel in ricordo dei suoi primi approcci all’Associazione -, ero un ottimo numero 10: nonostante questo però, da quando ho iniziato a vestire la divisa, ho capito fin da subito che non avrei mai smesso di essere arbitro nemmeno un giorno della mia vita”.
Viene infatti ricordato più volte dall’aretino come chiunque entri in una sezione debba sentirsi in qualche modo privilegiato, una persona che intraprende un percorso che lo porterà a crescere in tutti gli ambiti: “Quando ho accennato a mio papà, che faceva l’allenatore di calcio, di voler diventare arbitro, lui mi ha subito risposto di come dentro all’AIA avrei trovato gente per bene. Tutto questo senza che lui avesse mai vissuto l’ambiente dall’interno”.

Conclude l’intervento Volpi con un’affermazione forte, ma significativa: “I fenomeni lasciamoli al circo. Dovete rimanere voi stessi, portare sempre rispetto a chi avete di fronte. Sono la voglia e la fame che fanno la differenza: tutti gli arbitri partono alla pari, in questo sport in cui non servono requisiti fisici ma solamente una grande voglia di lavorare, di ascoltare i consigli.”

Per chiudere la riunione, la parola è tornata al Presidente Meneguzzo che dopo aver ringraziato in maniera sentita Manuel, ha voluto risaltare nuovamente una frase dell’invitato: “Non ci dobbiamo preoccupare dei nostri errori, se diamo il meglio”. È con questo spirito grintoso, ma coi piedi per terra che ogni arbitro deve scendere in campo ogni domenica: non deve solamente affrontare la partita, ma deve anche misurarsi col proprio io, spronandosi al miglioramento costante per raggiungere il massimo risultato.

Supplemento on-line della rivista "L'Arbitro" (aut. Tribunale di Roma n. 499 del 01/09/1989)

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