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Carlo Pacifici: "La concentrazione cardine dell'essere arbitri"

Filippo Faggian - 27/05/2021, 18:00

CRA Veneto
Il Presidente regionale Massimo Biasutto ha virtualmente accolto in Veneto Carlo Pacifici, Componente del Comitato Nazionale, per un incontro a 360 gradi sulla figura arbitrale: un momento che ha saputo coinvolgere ed appassionare i presenti. “Quando siamo diventati arbitri abbiamo fatto una scelta importante - ha spiegato Pacifici agli oltre 200 associati regionali presenti, ricordando poi -, le colonne dell’arbitraggio devono essere onestà e dignità: senza questi due pilastri non si raggiungono i successi desiderati. Il concetto di onestà è duplice in quanto si deve intendere verso il prossimo e verso sé stessi perché dobbiamo vivere il nostro ruolo con una responsabilità in più: dobbiamo rispettare le regole e farle rispettare”.

La serata ha rappresentato l’occasione per approfondire l’importanza della concentrazione nella figura arbitrale. “Essere concentrati e pensare bene a quello che facciamo è fondamentale - continua Pacifici -; la concentrazione è da intendersi anche come un colloquio con noi stessi: l’arbitro vive una solitudine insita nel suo ruolo. Il dialogo con sé stessi deve essere franco, diretto e sincero al fine di predisporsi al meglio nei confronti della partita”. Nella formazione di un arbitro è imprescindibile l’esperienza graduale del campionato che si sta dirigendo: “Ogni categoria ha una caratteristica particolare e bisogna riuscire a scalare la vetta passo dopo passo”, ha spiegato Carlo invitando i presenti a lavorare su sé stessi con costanza e determinazione.

“La concentrazione è energizzazione dell’organismo – ha proseguito Pacifici –, ognuno di noi ha una metodologia diversa per trovare la giusta concentrazione, ma è fondamentale essere concentrati tramite sistemi fisici, comportamentali e psicologici”. Concentrazione significa anche saper crescere e fare tesoro di ciò che accade partita dopo partita, episodio dopo episodio: “Tutto ciò che recepiamo deve essere utilizzato e valutato come utile ad aumentare la propria esperienza”.

Il percorso di ogni arbitro è davvero lungo: “L’arbitraggio è un’esperienza straordinaria in ogni sua fase” ha detto Carlo Pacifici sottolineando l’importanza di evitare ogni mancanza di umiltà e concentrazione.
“Perdere la cognizione di ciò che si ha è un rischio in quanto il ‘sentirsi arrivati’ può portare al distogliere l’attenzione dall’obiettivo – conclude Pacifici – Gara dopo gara l’arbitro deve acquisire la piena consapevolezza delle proprie potenzialità iniziando a conoscere sempre meglio sé stesso grazie al proprio aiuto e all’aiuto dei formatori: rimane fondamentale continuare a guardare avanti con ambizione, concentrazione e voglia di fare”.

Supplemento on-line della rivista "L'Arbitro" (aut. Tribunale di Roma n. 499 del 01/09/1989)

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