Associazione Italiana Arbitri

100 anni: 1911-2011

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L’arbitraggio per formare le coscienze dei giovani associati

19/07/2021, 01:00

Molfetta - Luigi Bellifemine
(1909 – 1996)
Entrato nell’AIA nel 1932 presso la Sezione di Bari
Arbitro a disposizione del CITA dal 1933
Presidente di Sezione dal 1946 al 1964
Arbitro benemerito dal 1947
Commissario Speciale CAN dal 1948 al 1953
Componente CASP Firenze dal 1953 al 1964
Componente Consiglio Centrale Direttivo AIA/SA dal 1964 al 1967
Componente CAN Milano dal 1967 al 1970

Ispettore Federale, Luigi Bellifemine è risultato fondamentale per la nascita e la crescita della Sezione di Molfetta. Ha infatti fondato la Sezione (ne divenne il primo Presidente) e ha tracciato nei 18 anni in cui l’ha guidata, il solco lungo il quale è avvenuta la crescita e la formazione arbitrale ed umana degli arbitri molfettesi.
I fondamenti del suo insegnamento partivano dal considerare la Sezione la sede di una nuova famiglia, in cui formare le coscienze dei giovani arbitri attraverso l’educazione al rispetto delle regole sia calcistiche che di vita. La Sezione era da lui concepita non solo come luogo in cui svolgere attività tecniche, ma come luogo di quotidiana aggregazione. Luigi educava i giovani arbitri “al coraggio, alla prontezza di riflessi, alla rapidità e sicurezza di decisione, all’attaccamento ad una disciplina spontaneamente scelta”. Infondeva negli associati il concetto che l’aspirazione massima dell’uomo arbitro era quella di “attuare con dedizione ed equità la giustizia in campo al servizio della società”.
Questi insegnamenti costituiscono il solco profondo lungo il quale si è svolto e si svolge tuttora la vita della Sezione di Molfetta.

Supplemento on-line della rivista "L'Arbitro" (aut. Tribunale di Roma n. 499 del 01/09/1989)

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