Gli assistenti CAN C a Sportilia: specialisti del fuorigioco e tecnici di alto livello

Gli assistenti CAN C a Sportilia: specialisti del fuorigioco e tecnici di alto livelloIl lavoro tecnico e atletico che sta riguardando gli assistenti inquadrati nell’organico della CAN C impegnati al raduno di Sportilia ha vissuto momenti importanti con l’obiettivo di perfezionare la preparazione in vista dell’inizio del Campionato. “Siete parte fondamentale di una squadra – ha detto il Responsabile della CAN C Maurizio Ciampi – Dovete mettervi nelle condizioni di collaborare al meglio in ogni situazione curando la vostra preparazione tecnica e atletica”. Anche il Componente del Comitato Nazionale dell’AIA Antonio Zappi è intervenuto nel corso dello stage: “C’è grande necessità di continuare a fare squadra per fornire sempre un servizio di livello al mondo del calcio”.
In mattinata spazio ai test atletici specifici per il ruolo curati dal Modulo Preparazione Atletica del Settore Tecnico dell’AIA guidato dal Responsabile Vincenzo Gualtieri (presenti Giuseppe Galvano, Marco Ladisa, Marco Lucarelli, Ismaele Morabito, Gilberto Rocchetti, e Andrea Zoppi) per poi lasciare spazio agli approfondimenti tecnici in aula sulle tematiche di collaborazione, fuorigioco e rilevazione delle infrazioni.
“L’assistente moderno deve diventare sempre più uno specialista del fuorigioco e nel contempo deve saper supportare l’arbitro nelle decisioni tecniche”, ha spiegato Gianluca Cariolato che ha poi proseguito l’intervento dicendo: “Dovete avere coscienza di dove si trova l’arbitro nel momento della decisione e dovete avere consapevolezza della soglia di intervento sin qui adottata”. I concetti tecnici legati al fuorigioco sono stati analizzati in aula andando ad approfondire le sussistenze regolamentari grazie ad un confronto aperto. Mauro Tonolini ha poi approfondito con i presenti le tematiche legate alla concentrazione e alla gestione delle priorità: “Non basta essere concentrati, ma è cruciale capire in ogni momento della gara quale deve essere il focus della concentrazione modulandolo tempestivamente in funzione della priorità del momento. L’identificazione della priorità da attenzionare determina anche la conseguente adozione di movimenti e posture funzionali alla stessa”.
Con Fabio Comito si è quindi parlato di body language e comunicazione delle decisioni: “Lo stile di un assistente riesce a comunicare più di quanto si possa immaginare: non smettiamo mai di veicolare messaggi e ogni dettaglio va curato”.
L’utilizzo degli auricolari compresa la preparazione della strumentazione tecnica è stato uno degli argomenti curati da un gruppo di lavoro grazie al quale è stato possibile condividere un metodo universale, efficace e standardizzato in modo tale da poter migliorare e velocizzare la comunicazione creando automatismi per tenere sempre tutto controllo ciò che accade dentro e fuori dal terreno di gioco. La Commissione ha condiviso l’importanza di suddividere le zone del terreno di gioco attribuendo le giuste competenze decisionali ad ognuno degli ufficiali di gara in relazione all’azione e al posizionamento dell’arbitro.

Supplemento on-line della rivista "L'Arbitro"
(aut. Tribunale di Roma n. 499 del 01/09/1989)

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