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Trentalange al raduno del Settore Tecnico: “Avete grande responsabilità”

Monia Catelli - 08/08/2021, 20:58

Si è svolto al Best Western Tower di Bologna la due giorni di raduno per la Stagione Sportiva 2021 – 2022 dei Componenti del Modulo Formazione e Perfezionamento tecnico/calcio e del Modulo Regolamento del Settore Tecnico dell’AIA.
Sabato 7 agosto, i partecipanti, dopo essere stati rigorosamente sottoposti a tampone nel rispetto delle vigenti normative, si sono ritrovati in aula. A dare inizio ai lavori, il Responsabile Matteo Trefoloni, affiancato dal Presidente dell’AIA Alfredo Trentalange e dal Componente del Comitato Nazionale Antonio Zappi, che hanno fortemente voluto trasmettere a tutta la squadra il loro in bocca al lupo per la nuova Stagione.
“Chi forma i formatori ha una grande responsabilità”. Queste le parole del Presidente Trentalange che ricorda come il difficile periodo vissuto causa COVID, ci deve spingere ad andare nella direzione di “essere nuovi e diversi… Siate dei ricercatori, degli studiosi..”, ha continuato, incoraggiando tutti a porsi come degli istruttori capaci di trasmettere la conoscenza con umiltà e con passione e senza alcuna presunzione.
Prima di partire con lavori, Trefoloni ci tiene a sottolineare l’importanza di questo appuntamento, per l’acquisizione ed il consolidamento di tutti quegli elementi tecnici che saranno poi trasferiti su tutto il territorio, partendo dalle Sezioni ed arrivando fino alle platee nazionali. “Per fare ciò, non possono e non devono mancare serietà ed impegno”, afferma il Responsabile, che con un delicato ma incisivo pathos ricorda che quello del Settore Tecnico è un lavoro di formazione, di studio continuo, di capacità di concentrazione e di trasmissione dei concetti. “La comunicazione è vitale, e non basta farlo, bisogna farlo bene.”.
Si parte con la Circolare n. 1 che viene affrontata da Vincenzo Meli in tutti i suoi aspetti. Molte le precisazioni e poche le modifiche sostanziali, tra cui quella di maggior rilievo è senz’altro il fallo di mano. Tanti gli aspetti di quest’ultimo che hanno interessato i Componenti, in particolare il concetto di innaturalezza, i cui criteri di punibilità hanno subìto modifiche sostanziali.
Dopo una breve pausa caffè, si rientra in aula pronti ad affrontare i quiz tecnici e le esercitazioni sui filmati, che rappresentano un grande momento di autovalutazione e di confronto. Si parte proprio con “l’Handball” che, alla luce delle nuove disposizioni, viene analizzato nei suoi criteri oggettivi suscitando, fino alla tarda serata di sabato, grande interesse ed un dibattito costruttivo da parte dei Componenti.
Domenica mattina, Trefoloni apre il raduno lasciando spazio alle presentazioni di tutti i neo immessi, a partire dal nuovo Coordinatore Marco Falso, che introduce tutte le formalità cui devono adempiere i Componenti e proseguendo con i nuovi Vice Responsabili, Giancarlo Bolognino, Renato Faverani, Gianluca Vuoto e Luca Ciancaleoni che salutano e, nel mettersi a disposizione del gruppo, ricordano che quello della formazione è un ruolo che rappresenta la linfa dell’AIA e senza di essa gli arbitri non hanno futuro. Mettersi a disposizione dei ragazzi e trasmettere la conoscenza del Regolamento attraverso la didattica è un preciso dovere di questa squadra. E’ un lavoro che ha valore solo se fatto bene e con senso di responsabilità.
“Ci aspettiamo che ci sia emozione e preparazione nel lavoro che siamo chiamati a svolgere”, afferma Trefoloni, “e dobbiamo entrare in casa d’altri con la logica di condivisione”.
Di grande impatto sono gli spunti motivazionali che Trefoloni intende trasmettere al suo gruppo, insistendo particolarmente sul fatto che il ruolo del Settore Tecnico è quello di mettersi a servizio degli associati e non quello di essere in prima linea rispetto ad essi. “Noi abbiamo il dovere di assicurarci che questa base sia solida, sia fatta ad opera d’arte e ne siamo responsabili. Il nostro scopo è quello di avere ragazzi che dopo un nostro intervento si appassionino all’argomento che noi trattiamo“.
Si entra poi nel merito dei lavori con la correzione dei quiz tecnici e la somministrazione di video quiz dedicati questa volta ai Challenges: con il prezioso contributo di Giancarlo Bolognino si sono esaminati casi tra loro simili ma aventi peculiarità tali da modificarne la valutazione finale.
Concentrazione e passione, voglia di mettersi in gioco e capacità di confronto tecnico sono stati gli ingredienti di un momento formativo di altissimo livello che consentirà a tutti i Componenti di portare sul territorio criteri e parametri di valutazione univoci.
Una parte dei lavori viene poi dedicata ad un focus sulla lettura del gioco, il posizionamento e lo spostamento. Oggi all’arbitro viene chiesto di saper leggere una gara, essere nel posto giusto per la valutazione di un episodio. Il suo obiettivo è quello di cercare la posizione migliore. E’ fondamentale per ogni arbitro analizzare e fare proprie le ‘good’ e le ‘bad practices’, i ‘Key points’ per la scelta di ciò che si fa in campo.
Trefoloni, sviscera i parametri dello spostamento sul terreno di gioco, in funzione della migliore lettura della gara e lascia a Riccardo Tozzi l’analisi dei posizionamenti migliori sulle varie riprese di gioco, utili a ridurre ai minimi termini l’eventualità dell’errore di un arbitro. Per entrambi resta intatto il concetto che elemento determinante è la capacità di essere dinamici, fisicamente e mentalmente.
Ultima parte dei lavori è poi affrontata da Meli sul tema DOGSO/SPA, un lavoro che aiuterà i giovani arbitri (e non solo) ad acquisirne al meglio i principi generali ed i criteri sui quali si basano questa tipologia di falli.
Un pieno di tecnica, filmati, emozioni, confronto, chiarimenti: queste le caratteristiche di un gruppo che tra neo immessi e riconfermati si è messo in gioco con umiltà e passione per portare messaggi chiari ed inequivocabili su tutto il territorio.
Il sorriso sul volto di tutti, i saluti – rigorosamente a distanza – ed i tanti ringraziamenti per la full immersion appena conclusa, sono gli elementi che dimostrano come il lavoro di squadra, la capacità e la voglia di fare bene e la consapevolezza dell’importanza del ruolo che si è chiamati a svolgere siano la spinta migliore per il raggiungimento dei risultati desiderati.

Supplemento on-line della rivista "L'Arbitro" (aut. Tribunale di Roma n. 499 del 01/09/1989)

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