Al via a Milano le celebrazioni per il 110° anniversario di fondazione

Al via a Milano le celebrazioni per il 110° anniversario di fondazioneSi sono aperte a Milano, presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore, le celebrazioni per il 110° anniversario di fondazione dell'Associazione Italiana Arbitri. Saranno tre giornate, dal 26 al 28 agosto, in cui si alterneranno momenti istituzionali e di formazione tecnica.
È stato scelto il capoluogo lombardo dove è nata l’AIA: il 27 agosto 1911 all’interno di una sala del Ristorante “L’Orologio”, che all’epoca si trovava adiacente al Duomo, è stato scritto il primo Statuto dell’Associazione.

L’evento, moderato da Federico Marchi, Direttore Responsabile della Rivista “l’Arbitro”, ha visto il susseguirsi di una serie di interventi. A prendere per primo la parola è stato il sindaco della città di Milano Giuseppe Sala: “Il lavoro del sindaco e dell'arbitro hanno qualcosa in comune: la passione. Bisogna essere folli per svolgerli perché entrambi sono molto impegnativi in termini di tempo e di disponibilità. Inoltre, - ha proseguito Sala - in comune hanno anche il “decidere”: elemento di delicatezza, ma anche di grande responsabilità, in quanto bisogna farlo a testa alta portando sempre a termine con fermezza una decisione”.

La parola è poi passata ad Alan Rizzi, sottosegretario alla Presidenza della Regione Lombardia, il quale, ha colto l’occasione per ringraziare tutti gli arbitri dei grandi sacrifici che fanno ogni giorno: “Ovviamente, il sogno di tutti è quello di arbitrare le grandi finali, però, c'è tutto un altro mondo fatto dalle tante categorie dei Campionati FIGC. I sacrifici e la passione di quelli come voi hanno tenuto in piedi i Campionati”.



Il Presidente del Comitato Regionale della Lega Nazionale Dilettanti della Lombardia Carlo Tavecchio ha posto l’accento sulle doti umane e tecniche che deve avere l’arbitro e, rivolgendosi direttamente ai presenti, ha sottolineato come dai giovani presenti traspaia onestà e professionalità: “È difficile trovare 200 facce pulite tutte insieme come quelle che ho qui davanti oggi. La vostra platea trasmette rispetto, il rispetto di avere la faccia pulita”.

Ha preso poi la parola il Presidente della Sezione AIA di Milano Pietro Lattanzi: “Sono felice di rappresentare in questa sede le 207 Sezioni italiane, espressione di tutto il territorio nazionale. Sono felice di ospitare voi giovani arbitri, espressione del talento dell'AIA. Oggi - ha proseguito Lattanzi -rappresentate i vostri Presidenti e migliaia di altri giovani come voi: da domani toccherà a voi trasmettere l'esperienza di questi giorni”.

Emilio Ostinelli, Presidente del Comitato Regionale Arbitri della Lombardia, nel corso del suo intervento ha trasmesso un messaggio ai 110 ragazzi presenti: “Questi sono momenti formativi indimenticabili da cui dovete apprendere tutto e non farvi sfuggire nulla. Mi sono emozionato - ha proseguito Ostinelli - quando ha parlato Carlo Tavecchio: dobbiamo essere orgogliosi di venire riconosciuti per la nostra faccia pulita. Siamo riconosciuti per essere parte integrante del mondo calcio e il calcio ci riconosce come tali perché facciamo le cose giuste. Quindi, avete una responsabilità anche dal punto di vista morale”.

Il momento istituzionale si è concluso con l’intervento del Vice Presidente dell’AIA Duccio Baglioni che, dopo avere portato i saluti del Presidente dell’AIA Alfredo Trentalange, rivolgendosi ai presenti, ha affermato: “Oggi festeggiamo i nostri 110 anni. Il Presidente Trentalange e il Comitato Nazionale hanno scelto di invitare voi ragazzi, voi che rappresentate la nostra Associazione, voi che siete le nuove frasche di una quercia che vive da 110 anni, che ha profonde radici e che è stata ben coltivata da tutti coloro che ci hanno preceduto.
La nostra è una responsabilità importante, - ha proseguito Baglioni - ma l’impegno e la costanza c’è tutti i giorni e siamo qua a mettervi a disposizione le nostre professionalità. In questi quattro anni, sicuramente, riusciremo a fare cose grandiose.
Vi chiediamo di avere coraggio perché con il coraggio si batte la paura e la paura è la più grande nemica della libertà di scegliere.
Quindi, dovete avere soltanto coraggio ed essere liberi”.

La celebrazione è proseguita con la formazione tecnica dei 110 giovani arbitri, con gli interventi di Gianluca Rocchi e di Matteo Trefoloni, Valentina Garoffolo e Vincenzo Meli del Settore Tecnico: interventi che verranno messi a disposizione sul nostro sito e sui canali social dell’AIA.




Supplemento on-line della rivista "L'Arbitro"
(aut. Tribunale di Roma n. 499 del 01/09/1989)
I nostri sponsor

Copyrights © 2021-2023 Tutti i diritti riservati
Associazione Italiana Arbitri