Riunione tecnica con Bjorn Kuipers

Milano

Riunione tecnica con Bjorn Kuipers In occasione della consegna del Premio Campanti, l’ex arbitro internazionale Bjorn Kuipers ha tenuto una lezione tecnica agli associati meneghini; un’occasione davvero speciale per ascoltare le parole dell’arbitro che ha diretto la finale degli ultimi Campionati europei e che il 7 agosto scorso ha ufficialmente concluso la sua carriera sul campo.

Presenti alla serata, oltre agli arbitri milanesi, una nutrita schiera di fischietti delle altre Sezioni lombarde, diversi Componenti Nazionali e Regionali, tra cui il Presidente del CRA Lombardia Emilio Ostinelli insieme ai membri della sua Commissione e il Responsabile della CAN D Alessandro Pizzi.

La riunione è iniziata con i saluti da parte del Presidente della Sezione di Milano, Pietro Lattanzi, e del Presidente Regionale Ostinelli, che ha sottolineato come la serata sia stata dedicata alla tecnica e alla formazione dei più giovani da parte di un arbitro di enorme esperienza. A seguire, anche un ringraziamento da parte di Giorgio Campanati per l’attiva partecipazione e disponibilità dell’AIA all’organizzazione dell’evento.

Kuipers ha raccontato che ha iniziato ad arbitrare grazie al padre che lo ha convinto a provare l’attività, dato che da piccolo si lamentava sempre degli arbitri. Da quel giorno sono trascorsi 16 anni e Kuipers ha reso fiero suo padre raggiungendo passo dopo passo i suoi obiettivi fino a diventare un arbitro FIFA.
L’ex internazionale ha condiviso gli elementi e le competenze che, secondo la sua esperienza, gli hanno permesso di diventare l’arbitro che noi tutti oggi conosciamo.
Condizione atletica, posizionamento e Regolamento. “Il calcio è cambiato, - ha affermato Kuipers - non si vedono più arbitri fuori forma; infatti, solo se sarai atleticamente preparato potrai essere nel punto giusto, al momento giusto e in grado di prendere la decisione corretta”.

In seguito, l’arbitro internazionale si è soffermato sui concetti di collaborazione e di fiducia. “Poniti degli obiettivi e se vuoi vincere preparati, ma ricorda che non potrai farlo da solo. È fondamentale fidarsi ciecamente della propria squadra fino ad arrivare a un’intesa tale da capirsi con poche parole”. Kuipers sorridendo ha poi precisato: “non avrei mai scelto i miei assistenti come amici, ma non li cambierei mai come assistenti, perché sono i migliori in questo ruolo e soprattutto sono sinceri. Se un tuo collega non è al meglio, supportalo; se fa un errore diglielo e non avere paura di parlare. La fiducia è il valora più importante, se non me la avessero data non sarei qui, quindi guadagnatevela e concedetela nei confronti della vostra squadra”.

“La preparazione mentale e quella della gara sono alla base di tutto”. Kuipers ha poi raccontato l’unico episodio in cui si è sentito condizionato da una decisione presa: “Al mondiale in Russia, nel 2018, dopo aver concesso un rigore poi revocato grazie all’aiuto del VAR, per i successevi cinque minuti sono stato condizionato dall’accaduto, ero sicuro che il mio percorso arbitrale sarebbe finiti lì. Ho avuto la mente offuscata, fino a quando il mio collega non mi ha urlato nell’orecchio di svegliarmi. Grazie a quell’aiuto ho saputo riprendermi e concludere la gara con la giusta grinta. A fine partita ho ricevuto la telefonata di Pierluigi Collina in cui mi ha detto di stare tranquillo, che il VAR era lì per quello e di prepararmi per la prossima partita. La mia carriera era tutt’altro che finita”.

Ulteriori concetti affrontati da Kuipers sono stati l’umiltà e l’avere coraggio. “Se si pensa di essere i migliori, bisogna scendere dal piedistallo; però quando si scende in campo occorre essere forti facendosi accettare dai giocatori con rispetto, solo così si riceverà rispetto”.

Kuipers con piacere ha sottolineato come un piccolo oggetto di plastica, ovvero un fischietto, lo abbia portato a conoscere giocatori e persone fantastiche. “Pierluigi Collina mi ha detto: sii pronto per la partita di domani, preparati e non avere mai paura di arbitrare” ha detto l’ex internazionale.

Dopo l’intervento dell’ospite è stato dedicato uno spazio alle domande da parte dei partecipanti. Il fischietto olandese ha parlato dei suoi primi anni da arbitro, delle emozioni provate il giorno “dell’ultimo fischio” e di come circondarsi di persone che danno fiducia sia un elemento fondamentale del percorso arbitrale.
In conclusione, Kuipers ha ringraziato tutti i presenti da parte sua e della propria famiglia per la serata, augurando a tutti una brillante carriera.

In copertina Campanati e Kuipers.
In gallery:
1- Kuipers con l’edizione speciale dei 110 anni dell’AIA della Rivista “l’Arbitro”;
2- Da sinistra, Campanati, Kuipers e il Presidente di Milano, Pietro Lattanzi;
3- L’intervento di apertura di Lattanzi;
4- L’intervento del Presidente del CRA Emilio Ostinelli sul palco insieme al moderatore della serata, Fabio Gafforini, e Lattanzi;
5- La platea della serata;
6- Kuipers durante la lezione;
7- La platea vista dall’alto.

Supplemento on-line della rivista "L'Arbitro"
(aut. Tribunale di Roma n. 499 del 01/09/1989)

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