Calabrese (CON Dil) sull’analisi della prestazione arbitrale

Lanciano

Calabrese (CON Dil) sull’analisi della prestazione arbitrale“La pigrizia è l’esempio della stupidità”. Con queste parole si è conclusa la riunione tecnica di Stefano Calabrese, Responsabile della Commissione Osservatori Nazionali Dilettanti, presso la Sezione di Lanciano. Un incontro denso di spunti tecnici e ad altissimo valore aggiunto non solo per i numerosi osservatori presenti in aula, ma anche per tutti gli arbitri che hanno ricevuto spunti di riflessione e chiavi di lettura per approcciare al meglio la propria prestazione arbitrale.
In apertura, il Presidente Igor Yury Paolucci: “Sappiate che avere qui Stefano è sempre una grandissima opportunità, non solo per la profonda amicizia che lo lega alla nostra Sezione, ma soprattutto per l’enorme competenza che ogni volta è in grado di trasmettere: non sprecatela e ascoltatelo attentamente”.
Stefano ha impostato la sua riunione sulla valutazione dell’arbitro in maniera trasversale. Innanzitutto, ha esordito ricordando che deve fischiare, e ‘farlo bene’, ricordando poi che “le qualità da ricercare non hanno categorie”. Da questa frase ha sviluppato il suo discorso, ricordando che un buon arbitro non è colui che arbitra e basta, bensì colui che vede un episodio, lo valuta e decide di conseguenza. L’arbitro, dunque, deve essere in grado di capire cosa guardare durante una gara, in modo da essere coerente tra ciò che vede e ciò che fischia.
Quattro i punti salienti da analizzare durante la prestazione: lettura della prestazione, per capire come valutare le situazioni, modulare gli interventi e prendere i giusti provvedimenti; capacità atletica e spostamento, in modo da capire dove andare a correre e come trovare la visuale migliore; gestione comportamentale, per avere un buon approccio alla gara e un buon controllo del gioco; team work, per lavorare in sinergia con la squadra arbitrale e mantenerne sempre una buona comunicazione.
Infine, Stefano ha concluso la riunione con la visione di un video e ricordando ai presenti di non accontentarsi mai: “Ricordate, ragazzi, che niente è abbastanza, nella vita come nell’arbitraggio. Fate sempre qualcosa in più, e non siate pigri”.

Supplemento on-line della rivista "L'Arbitro"
(aut. Tribunale di Roma n. 499 del 01/09/1989)

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