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Orsato: “La preparazione atletica è fondamentale per la gara”

Giacomo Candoni - 18/11/2021, 15:00

Vicenza
Lunedì 8 novembre, in occasione della quinta Riunione Tecnica stagionale, le porte della Sezione di Vicenza si sono aperte per accogliere un ospite che definire illustre è riduttivo: Daniele Orsato. La serata è stata introdotta dalle tradizionali comunicazioni associative da parte del Presidente sezionale Ivano Meneguzzo che ha fatto anche gli onori di casa riassumendo in un video la brillante carriera di Daniele. Emozionato il Presidente sezionale ha detto: “È un enorme piacere averti come ospite in visita alla nostra Sezione che ormai per te è una seconda casa. Ci vieni a trovare spesso, ma averti come ospite è un'emozione ancora maggiore”.

Il fischietto scledense in apertura ha definito la Sezione di Vicenza la sua “seconda Sezione”. Tanti sono i momenti piacevoli vissuti insieme agli amici, prima ancora che colleghi, vicentini. I messaggi trasmessi, poi, nel corso dell'intera riunione, hanno avuto un target preciso: i giovani associati. Orsato si è rivolto a loro con la grinta che lo contraddistingue anche sul terreno di giuoco sottolineando a più riprese come sia indispensabile “avere sempre l'umiltà e la voglia di imparare e di ascoltare per continuare a migliorarsi”.

“Un grande arbitro è dentro ad ognuno di noi, – ha evidenziato il collega di Schio - l'importante è mettersi in discussione, sfruttare le opportunità e confrontarsi con i colleghi, gli osservatori e i Mentor”. Queste parole sono state rafforzate dalla visione di due spezzoni di film (“La ricerca della felicità” e “Affrontando i giganti”) in cui è stato ribadito come nessuno possa impedire agli altri di inseguire e realizzare i sogni che ognuno ha nel cassetto.

Orsato ha inoltre rimarcato l'importanza cruciale rivestita dall'allenamento e dalla presenza ai Poli perché all’interno del terreno di giuoco è necessario correre.
Relativamente a questo consiglio ha raccontato un aneddoto: “Quando sono passato vicino al campo da calcio del paese in cui abito, era in corso una partita del settore giovanile così mi sono fermato a vederla. Dopo aver telefonato al mio Presidente e aver ottenuto la relativa approvazione, a fine partita ho aspettato l'arbitro per fare qualche parola con lui in merito alla gara. Il giovane fischietto, visibilmente emozionato dall'avere come spettatore d’eccezione un arbitro Internazionale, mi ha chiesto cosa potesse migliorare per diventare più bravo. Io gli ho risposto che avevo per lui dieci consigli. Il primo era correre. Il secondo era correre. Il terzo anche. Indovinate voi quali sono stati gli altri dieci".

Prima di concludere, l’Internazionale di Schio ha precisato: “l’arbitro più bravo non è quello che sbaglia mai, ma quello che sa farsi accettare anche quando ha sbagliato. Per farsi accettare è di fondamentale importanza essere vicini all'azione e l'unico modo per farlo, oltre a un corretto spostamento, è la preparazione atletica".
Daniele ha poi lasciato spazio al pubblico per una serie di domande. Numerosi sono stati i quesiti rivolti dagli associati berici che hanno così avuto la possibilità di conoscere anche qualche curiosità della sua lunga carriera arbitrale.

Foto di Matteo Tognato

Supplemento on-line della rivista "L'Arbitro" (aut. Tribunale di Roma n. 499 del 01/09/1989)

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