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Zaroli: “Questa esperienza ci farà crescere come persone”

Manuela Sciutto - 18/11/2021, 23:00

Si è svolto in videoconferenza l’incontro con i Referenti Regionali del Progetto della Divisione Calcio Paralimpico e Sperimentale di cui si occupa Alberto Zaroli in rappresentanza del Comitato Nazionale e del Presidente Alfredo Trentalange, da sempre molto vicino al mondo della disabilità e del volontariato.
A causa della pandemia questo Campionato è stato il primo a fermarsi e, dopo due anni di stop, riprenderà nel mese di gennaio coinvolgendo dieci regioni italiane. Le partite si disputeranno in un’unica sede e, in base al numero delle squadre iscritte, si svolgerà in una decina di giornate.
Si tratta di un Campionato di Calcio a 7 rivolto ad atleti con disabilità.

“Questo è un progetto educativo e sociale notevole. Affronterete un’esperienza unica, che in altri ambiti non avrete modo di vivere” ha affermato Zaroli rivolgendosi ai presenti.
“Quando si va ad arbitrare una partita di questi ragazzi, si pensa di essere noi a dover insegnare qualcosa a loro. Invece, in seguito, ci si rende conto che è esattamente il contrario, siamo noi i primi a imparare qualcosa da loro. Occuparsi di questo progetto servirà a capire - ha proseguito Alberto - che il calcio è un gioco, che i problemi della vita sono altri e, soprattutto, quali sono i veri valori. Questa è un’esperienza che ci arricchirà e ci farà crescere come persone”.

Compito dei Referenti Regionali sarà quello di formare un gruppo di arbitri specializzati per queste partite, in seguito, di designarli durante il Campionato e, prima ancora, nelle partite amichevoli che inizieranno a fine mese. “I giocatori che partecipano - ha spiegato Alberto - vogliono essere trattati come atleti perché sono degli atleti e, spesso, anche molto bravi. Vogliono avere il direttore di gara perché vogliono uscire dalla logica della partita amichevole. Quindi i nostri arbitri devono comprendere il contesto e applicare il Regolamento”.
Inoltre, i Presidenti dei Comitati Regionali dovranno sempre essere informati dai Referenti in merito al lavoro che stanno svolgendo.

In seguito, Alberto si è soffermato sulla storia della Divisione del Calcio Paralimpico e Sperimentale e, in particolare, sugli obiettivi del progetto.
“La prima esperienza l’abbiamo fatta in Lombardia quattro anni fa e si chiamava Quarta Categoria. Era un modo per dire che questa è una realtà diversa da quella del calcio. Poi, il progetto ha coinvolto altre regioni e il 30 gennaio 2020 è avvenuto un passaggio epocale. La FIGC ha portato il calcio per disabili all’interno della Federazione ed è nata così la Divisione del Calcio Paralimpico e Sperimentale. Purtroppo, da allora, a causa della pandemia si è fermato tutto.
Il progetto è ambizioso - ha proseguito Alberto - perché si vuole portare all’interno della Federazione tutto il mondo delle disabilità. L’obiettivo è quello di far approdare il calcio già alle Paralimpiadi del 2024 e far trovare pronta l’Italia. La nostra Nazione è la prima Federazione ad avere una Divisione dedicata al Calcio Paralimpico. Quindi, siamo orgogliosi di far parte di questo progetto”.

All’incontro era presente anche Danilo Oppedisano, Coordinatore dell’area sportiva della Divisione del Calcio Paralimpico e Sperimentale presso la FIGC, che ha illustrato le principali novità del Regolamento di questa Stagione. Quest’anno al Campionato potranno iscriversi non solo i ragazzi con disabilità intellettive, relazionali e psichiatriche, ma anche coloro che hanno disabilità fisiche e sensoriali.
La riunione si è conclusa con l’intervento dei Referenti Regionali che hanno manifestato grande entusiasmo nel poter partecipare a questo progetto.

Supplemento on-line della rivista "L'Arbitro" (aut. Tribunale di Roma n. 499 del 01/09/1989)

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