Zaroli: "Siate sognatori, ma sognatori ad occhi aperti"

Novara

Zaroli: Sono stati accolti da una folta platea Fabrizio Malacart, Presidente del CRA Piemonte e Valle d’Aosta, e Alberto Zaroli, Componente del Comitato Nazionale, riconfermato nelle ultime elezioni di inizio anno che hanno visto passare l’AIA sotto il timone di Alfredo Trentalange. Zaroli è tornato nella Sezione novarese dopo due anni di assenza dovuta al Covid: “È davvero sempre un piacere – ha esordito l’ospite nazionale – tornare nella vostra Sezione e, più in generale, tornare a svolgere le riunioni in presenza. Il Covid ci ha tolto davvero tanto”.

È stata infatti incentrata sui problemi legati alla pandemia la prima parte dell’intervento dell’associato bustocco, che non ha mancato di sottolineare come siano stati particolarmente apprezzati i virtuosismi messi in essere dalla Sezione guidata dal Presidente Andrea Riccardi.
I complimenti sono giunti per la forte apertura social che è stata attuata negli ultimi mesi, grazie a un profondo rinnovamento dei canali di comunicazione della Sezione, sito internet e social network, avendo così la possibilità di comunicare più efficacemente con il territorio e, in particolare, con i giovani.
Ulteriore elemento di plauso riguarda il corso arbitri, guidato sapientemente dall’arbitro in forza alla CAN C Michele Giordano: “Non solo siete stati una delle prime Sezioni a concludere il corso arbitri, ma siete anche una delle pochissime Sezioni in Italia che hanno già messo in campo il progetto del doppio tesseramento. Loris Delmastro, infatti, è uno dei quattro ragazzi in tutta la penisola che per primo ha aderito al progetto” ha proseguito Zaroli.
“Tutti questi elementi, sommati insieme, vanno nella stessa direzione a cui sta puntando il Comitato Nazionale in sinergia con tutte le realtà italiane: rimediare alla forte crisi dovuta alla pandemia che ha portato un fortissimo calo di associati a causa delle dimissioni e della mancanza di nuove vocazioni. Iniziative come quelle da voi messe in campo sono di forte significato”.

Tralasciato l’iniziale saluto e plauso, Zaroli è poi passato a interloquire direttamente con i ragazzi presenti in platea: da Marcello, assistente CAN, a Chiara e Loris, arbitri dell’ultimo corso, a Francesco, arbitro di seconda categoria, e a tanti altri.
“Secondo voi è giusto che un arbitro debba sognare? I sogni sono sicuramente una parte importante, ma senza un progetto, senza che questi si concretizzino in qualcosa di reale, non si può arrivare da nessuna parte. Passo dopo passo bisogna raggiungere e conquistarsi i risultati a cui si mira”.
Presi alcuni fogli e un pennarello rosso, Alberto ha spronato i ragazzi chiamati dalla platea a scrivere le caratteristiche indispensabili che deve avere un arbitro per poter raggiungere i propri sogni. Imparzialità, sicurezza, impegno e conoscenza sono alcune delle parole emerse dal dialogo con l’ospite. “Vedete ragazzi – ha concluso il Componente del Comitato Nazionale – tutte queste parole sono incasellabili sotto tre concetti fondamentali di Platone, filosofo dell’Atene Classica. In primis, nel logos: si tratta della logica, della conoscenza, che è il presupposto indefettibile per ogni arbitro, in quanto bisogna conoscere il Regolamento e il giuoco del calcio in generale. Successivamente, nell’ethos, i principi e i valori etici che guidano ogni associato, ad esempio l’imparzialità. Infine, nel pathos, ossia il sentimento. Quest’ultimo è la parte più emotiva delle tre, che riesce a trasmettere le emozioni, la voglia e la passione con cui si scende in campo a ogni partita. Unite questi tre concetti e siate sognatori, ma sognatori ad occhi aperti. Non smette mai di trasformare in realtà quello che desiderate, progettandolo poco alla volta, obiettivo dopo obiettivo, facendo fatica e non sperando che i risultati arrivino da soli”.

Il Presidente Andrea Riccardi unitamente al Consiglio Direttivo e alla Sezione tutta ringraziano Alberto Zaroli per la preziosa presenza con cui ha onorato la Sezione di Novara, con la speranza di riaverlo presto come membro e amico, e non ospite, della famiglia.

Supplemento on-line della rivista "L'Arbitro"
(aut. Tribunale di Roma n. 499 del 01/09/1989)

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