Il primato dell’arbitro-giocatore con genitori arbitri

Prato

Il primato dell’arbitro-giocatore con genitori arbitri
Ama il calcio sin dai primi passi e la passione è tanta e tale da essere diventato, nell’Associazione Italiana Arbitri, il primo giocatore-arbitro con entrambi i genitori arbitri. Lapo Ponzalli, classe 2005 della Sezione di Prato, cresciuto a “pane e regolamento” del calcio, ha esordito, nelle scorse settimane, in veste di arbitro sui campi del campionato provinciale Giovanissimi di Prato, proprio grazie al via libera del Consiglio della Figc, che ha approvato la modifica dell’articolo 40 comma 1 delle NOIF, le Norme Organizzative Interne della Figc.

La recente novità ha permesso di istituire, già a partire dal 1° luglio, il doppio tesseramento calciatore-arbitro - a patto che il richiedente sia un calciatore tra i 14 ed i 17 anni-. “Sono contento di aver fatto questa esperienza ed ammetto che mi ha fatto strano”: sono queste le prima parole a caldo di Lapo Ponzalli con le quali ha commentato con soddisfazione il recente esordio da arbitro visto che lui, attualmente, milita nel campionato Allievi regionali. “Sono abituato che o gioco in campo o siedo in panchina oppure in tribuna – ha raccontato il giovane arbitro-giocatore – ma non avrei mai immaginato di vestire anche i panni dell’arbitro. È stato strano, lo ammetto”. È stata una bella prova quella di Lapo, passata con successo grazie ai consigli ricevuti dal suo tutor oltre che dai suoi genitori. “Il tutor che mi ha assegnato la Sezione - ha dichiarato la giovane giacchetta nera – mi ha dato dei preziosi consigli che ho ricordato anche il giorno dopo. Quando sono sceso in campo da giocatore ho infatti iniziato a valutare diversamente il mio atteggiamento ed ho valutato diversamente anche il rapporto con l’arbitro che avevo in quel momento davanti”.

Oltre al tutor Lapo ha avuto anche una scuola arbitrale di tutto rispetto grazie alle innumerevoli partite che ha visto osservando dalla tribuna sia il papà, Simone Ponzalli, che la mamma, Kalinka Mugnaini. “Ho visto tante partite dei miei genitori e questa esperienza da spettatore privilegiato mi ha aiutato tanto – ha affermato Lapo – perché da una parte conoscevo bene quello di cui si parlava al corso e dall’altra perché ho potuto aggiungere, a quello che ho appreso, l’esperienza diretta maturata in campo da giocatore. Diciamo che l’insieme di queste conoscenze ha migliorato tanto la mia crescita sportiva. Posso dire che da quando vivo questo doppio ruolo, non vedo più l’arbitro come un antagonista ma ne ho una diversa considerazione”. Sono già trascorse alcune gare e non sono mancate le prime considerazioni dei suoi genitori che, pur trattenendo l’emozione, vivono con gioia questa decisione presa da Lapo. “Sono tranquilla e serena ma contenta della scelta che ha fatto – ha affermato mamma Kalinka attualmente Componente del Settore Tecnico AIA nel Modulo Formazione e perfezionamento tecnico, oltre che consigliere della Sezione di Prato – è sempre venuto a vedere le partite dei suoi genitori, abbiamo sempre seguito il calcio insieme dibattendo i casi e parlandone insieme. L’opportunità del doppio tesseramento è stata per Lapo un completamento di questo naturale percorso che ha scelto lui di fare. Considero questo progetto un’ottima opportunità per i giovani calciatori”.

Lapo ringrazia la mamma ma anche il papà per avergli trasmesso la passione del calcio. “Ammetto di essermi un po’ commosso – ha subito sottolineato Simone Ponzalli attualmente Componente CAN D – ma semplicemente perché mi sono rivisto in lui e mi ha fatto tanto piacere. L’arbitraggio deve essere un divertimento e come tale va vissuto. Lapo ha fatto bene ad aderire al progetto e spero – ha proseguito babbo Simone – che l’iniziativa venga migliorata allungando l’età dei partecipanti fino al diciottesimo anno di età. In questo modo si darebbe più tempo ai ragazzi di valutare e decidere il loro futuro. Mi auguro – ha concluso Simone Ponzalli – che l’iniziativa prenda sempre più piede perché il calcio non può fare a meno di una crescita qualitativa di valori e qualità umane che rendono unico questo sport”.

Supplemento on-line della rivista "L'Arbitro"
(aut. Tribunale di Roma n. 499 del 01/09/1989)

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