Una lezione sull’importanza della comunicazione per l’arbitro

Livorno

Una lezione sull’importanza della comunicazione per l’arbitroSi è svolta la quarta Riunione Tecnica Obbligatoria della
Sezione “Renato Baconcini” di Livorno che apre un ciclo di incontri che vedrà anche
la presenza del Comitato Regionale Arbitri e di Duccio Baglioni, Vice Presidente
dell’AIA.

Il relatore della serata è stato Federico Marchi della Sezione di Imperia, Direttore
responsabile della Rivista L’Arbitro e del sito web ufficiale, nonché osservatore in
forza alla CON Professionisti.

La riunione è stata fortemente voluta dal Presidente sezionale Marco Bolano. Infatti,
tra i molti argomenti trattati nel corso delle riunioni, quello della comunicazione è
spesso poco considerato. Invece è molto importante che l'arbitro, oltre a prendere
le corrette decisioni, riesca anche a farle accettare: per questo deve avere una
comunicazione il più convincente possibile. Una comunicazione chiara, efficace e
convincente è una caratteristica che dovrà avere l’arbitro del futuro.
L’ospite, dopo una prima introduzione sul suo ruolo da Responsabile della Rivista
dell’Associazione, ha spiegato alla numerosa platea il significato della parola
comunicazione: il termine deriva dal verbo latino “communicare” che nel suo
significato originale vuol dire mettere in comune ossia condividere con altre
persone una cosa. La comunicazione presuppone quindi uno scambio tra individui.

Marchi ha coinvolto gli arbitri livornesi attraverso la proiezione di immagini che
raffiguravano gli arbitri italiani impegnati in gare nazionali ed internazionali
domandando alla platea cosa stessero comunicando attraverso la loro gestualità ed
espressione facciale. Il tutto spiegando come la credibilità, fondamentale per far
accettare le proprie decisioni, nasca da una presenza attiva sul terreno di gioco e,
nei momenti in cui si prende una decisione, da tutto quello che comunica la
decisione stessa e la propria convinzione: la postura, l'espressione del volto, lo
sguardo e il tono della voce. La comunicazione verbale avviene appunto mediante
l’utilizzo del linguaggio ed è sempre accompagnata dalla comunicazione non verbale
che avviene senza l’uso delle parole e quindi attraverso mimiche facciali, sguardo,
gestualità corretta, postura e presenza attiva.
L'arbitro, durante la gara, comunica ininterrottamente sia con i calciatori sia con
l'ambiente circostante, anche quando non lo fa volontariamente. Le decisioni di un

arbitro non solo devono essere corrette ma devono essere accettate dai giocatori e
dal pubblico. Perciò migliorare la propria capacità di comunicazione permette
all’arbitro di trasmettere le proprie decisioni con determinazione. Quindi, il rapporto
con i calciatori nasce dalla competenza che l'arbitro ha in ambito regolamentare e
calcistico, per poi esprimersi con spontaneità, decisione e la massima tranquillità
possibile.
Tutti i presenti in sala hanno mostrato grande interesse per gli argomenti trattati in
maniera coinvolgente e inusuale. Infine, il Presidente livornese ha concluso la serata
consegnando al gradito ospite un piccolo omaggio accompagnato da un meritato
ringraziamento da parte degli associati livornesi.

In foto copertina Federico Marchi durante la riunione.

In Fotogallery:

1.Marchi spiega l’importanza della gestualità per l’arbitro.
2.La platea
3.Marchi insieme al Presidente Sezionale Bolano

Supplemento on-line della rivista "L'Arbitro"
(aut. Tribunale di Roma n. 499 del 01/09/1989)

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