Associazione Italiana Arbitri

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La storia dell’AIA, ospite: Giulio Campanati

Alessandro Dinoia - 20/04/2010, 12:40

Sezione di Milano
Ci sono delle persone che hanno fatto la storia dell’AIA ed altre che sono state protagoniste nella loro sezione d’appartenenza. C’è, invece, chi ha fatto entrambe le cose ed è andato ben oltre, scrivendo pagine di storia del calcio italiano. La sezione di Milano, in occasione della riunione plenaria del 9 aprile, ha avuto l’onore di ospitare Giulio Campanati. Ma l’uomo che si rivolgeva agli associati, approdato in serie B nel 1948 e in Serie A nel 1952 (dove vanta 166 partite dirette fino al 1966), arbitro internazionale dalla stagione 1956-57 (con 18 gare dirette) e storico presidente dell’AIA a partire dal 30 luglio 1972 per ben 18 anni, raccontava con straordinaria umiltà il suo primo impatto con la sezione Umberto Meazza di Milano. Nella stagione 1940-41, su consiglio di un amico del padre, si apprestava a prendere contatto con un ambiente nel quale non si parlava di politica (erano i tempi del Fascismo), al secondo piano di Via Silvio Pellico 6. Campanati rendeva partecipi i presenti riportando le sensazioni di quel momento in cui, impacciato confondeva Umberto Meazza con quel Giuseppe Meazza famoso per le sue imprese calcistiche. Fin da subito, si sentì a suo agio in un ambiente che pian piano sarebbe diventato la sua famiglia. In seguito descriveva con dovizia e precisione la sua prima partita arbitrata in Via Dolci, al termine della quale un dirigente gli intimò di voler ritirare la squadra a causa dell’impraticabilità del campo. Il grande ospite rimarcava l’importanza di aver avuto persone che lo sapessero consigliare e un grande presidente, Mario Tradico, con cui fece fronte a periodi molto delicati, tenendo la corrispondenza con gli arbitri arruolati in guerra. Nel 1966, all’età di quarantadue anni, Campanati, con grande sgomento di tutto l’ambiente, decise di dare le dimissioni per dedicarsi al lavoro e alla famiglia. Prodigo di consigli rivolgendosi agli arbitri più giovani, dava dei consigli figli della sua esperienza. “Non fate mai pesare il vostro ruolo, però date la sensazione di avere voi il comando oggi molti giocatori danno del “tu” al direttore di gara ed è sbagliato perché c’è troppa vicinanza”. “I calciatori devono sapere che c’è un regolamento e che va rispettato e non devono essere autorizzati a dire tutto ciò che vogliono”. Proseguiva raccontando il periodo della sua presidenza e, grazie anche l’ausilio di un filmato, si è proiettata un’intervista fattagli nel 1985 dal direttore della Gazzetta dello Sport dell’epoca, Gualtiero Zanetti. Lo storico Presidente dell’AIA rispondeva alle provocazioni sui motivi per un ragazzo inizia ad arbitrare, chiarendo che non erano legati alla ricchezza ma, al contrario, alla passione e alla dedizione. Intervista storica perché per la prima volta un Presidente dell’AIA, si rivolgeva in televisione ai 22.000 associati del tempo e con viva forza metteva l’accento sul concetto, molto attuale ai giorni nostri, l’onestà arbitrale: “Chi vuole intraprendere questa carriera non è disonesto - Ci sono modi molto meno faticosi e pericolosi per conseguire la ricchezza”. La testimonianza terminava con alcuni cenni alla sua esperienza come membro della commissione arbitrale della FIFA, ruolo che ricoprì dal 1968 al 1992. L’incontro con Giulio Campanati ha regalato agli associati milanesi un modello di encomiabile dedizione a questa professione e all’intero mondo arbitrale. Molto probabilmente nessuno di loro riuscirà mai a raggiungere i suoi traguardi ma, per un attimo, davanti a un esempio di uomo che tanto che ha ricevuto dall’AIA ma che ancor di più ad essa ha dato, tutti si sono sentiti un po’ più uniti e in dovere di offrire il proprio piccolo contributo alla sezione. Questa è l’unica strada da percorrere se vogliamo che, in futuro qualcuno suoni al campanello, ed ammirando il logo dell’AIA, scambi Umberto con Giuseppe Meazza. A conclusione della serata, vi era l’assegnazione di alcuni premi: a Bruno Hernandez ed Emilio Brunetti, neoarbitri benemeriti, al responsabile dello studio comunicazione e marketing per l’AIA Attilio Consonni, che sta curando il progetto editoriale per un volume sul centenario dell’AIA. Infine, il vice presidente Eugenio Tenneriello, consegnava una targa in ricordo della storica visita di Giulio Campanati, mentre il presidente Michele Liguori, invitava l’illustre ospite ad apporre la firma sul libro degli ospiti della Sezione di Milano.

Supplemento on-line della rivista "L'Arbitro" (aut. Tribunale di Roma n. 499 del 01/09/1989)

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