“Aiutare gli arbitri ad essere sicuri di essere se stessi”, incontro con Aureliano della CAN

“Aiutare gli arbitri ad essere sicuri di essere se stessi”, incontro con Aureliano della CAN

Sezione di Sapri

Nell’ambito delle visite nelle sezioni degli associati di vertice, programmate dall’AIA centrale, lo scorso 28 marzo la Sezione di Sapri ha ospitato Gianluca Aureliano, arbitro in forza alla Commissione Arbitri Nazionale di Serie A e B. A introdurre la lezione il Presidente di Sezione Francesco Tulimieri. Tra gli ospiti il Presidente della Sezione di Sala Consilina Manuel Robilotta; il Presidente e il Segretario della Sezione di Agropoli, Donato Nicoletti e Francesco Cardone; i Componenti Regionali Marco Citro e Massimo Manzolillo; l’Assessore del Comune di Sapri Amalia Morabito.

L’intervento di Gianluca si è articolato in due momenti: il primo, prettamente motivazionale, il secondo dedicato al concetto di ‘tempo’. “Non riusciamo a vincere nelle cose grandi perché non abbiamo voluto vincere in quelle piccole”: con questo l’arbitro CAN della Sezione di Bologna ha dato inizio alla prima parte del suo intervento, durante la quale ha voluto toccare le corde più sensibili dei giovani arbitri affinché, in qualunque categoria, le paure e le incertezze rimangano fuori dal terreno di gioco: “Gli arbitri vorrebbero essere sicuri di sé stessi – ha spiegato il relatore - e invece bisogna aiutarli ad essere sicuri di essere sé stessi, cominciando ad accettare ciò che sono e non caricandoli di ‘io’ immaginari e irraggiungibili. Il sovraccarico o, viceversa, la sottovalutazione può portare a crolli e sconfitte. “La più bella vittoria – ha sottolineato ancora Gianluca - non sarà mai forte quanto la peggiore delle sconfitte”. Una frase apparentemente sconfortante, ma siccome la possibilità di errare è intrinseca nell’essere umano, bisogna ‘imparare a cadere’, questo l’appello che ha lanciato l’ospite a tutti i presenti.

Terminata la fase motivazionale, Aureliano ha presentato alla platea il suo concetto di ‘tempo’ e di come questo va a plasmarsi sull’essere arbitro, parafrasando il filosofo Theodore Roosevelt. “‘Tempo per capire’: tempo di riflessione e di allenamento per corpo e mente; ‘tempo per scegliere’: ognuno è padrone del suo tempo e sceglie come occuparlo. A noi la scelta di diventare arbitri e di continuare ad esserlo; ‘tempo per decidere’: per colui che deve decidere la scelta migliore è quella giusta e la seconda migliore quella sbagliata, invece la decisione peggiore è quella di non decidere; ‘tempo vissuto’: il mondo non è come lo immaginiamo e dobbiamo lavorare per renderlo migliore di come lo abbiamo trovato; ‘tempo che abbiamo perso’, ovvero quello nel quale ci siamo arresi; ‘tempo che ci attende’, ossia quello che abbiamo davanti, e da qui l’invito a ‘non arrendersi mai, perché si rischierebbe di farlo un’ora prima che il miracolo accada’”.

Dopo aver ricordato il compianto collega Stefano Farina, Gianluca ha concluso il suo intervento con una celebre massima di San Francesco d’Assisi: “Cominciate a fare ciò che è necessario, poi ciò che è possibile, alla fine vi sorprenderete a fare l’impossibile”. Dopo avergli consegnato un omaggio, il Presidente Tulimieri ha nuovamente ringraziato Gianluca per la sua gradita presenza ed ha ringraziato tutti i presenti per l’attenzione dimostrata.

Supplemento on-line della rivista "L'Arbitro"
(aut. Tribunale di Roma n. 499 del 01/09/1989)

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